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La lettera

"Il Pd non incide sul governo"
I ribelli: referendum su Lombardo

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"Chiediamo che il partito intervenga per convocare una riunione nella quale analizzare i risultati ottenuti in questi mesi e soprattutto stabilire la data del referendum sull'appoggio al governo Lombardo da tenersi entro settembre 2011". E' un passo di una lettera inviata dai senatori
Enzo Bianco (nella foto) e Ignazio Marino e dal parlamentare Giovanni Burtone al capo della segreteria del Pd Maurizio Migliavacca. Nella lettera, inviata per conoscenza anche al segretario del Pd Pier Luigi Bersani e al presidente dell'Assemblea nazionale del partito Rosi Bindi, i tre parlamentari sottolineano che "la disponibilità del referendum non è nelle mani di nessuno, è un iter ormai avviato, sancito dagli iscritti che l'hanno sottoscritto e dallo statuto del nostro partito che lo disciplina. Bianco, Marino e Burtone ricordano i "punti chiari" stabiliti nella riunione dell'esecutivo regionale con i parlamentari Pd e nell'assemblea regionale.

"Il Pd - scrivono - avrebbe tolto l'appoggio al governo tecnico di Raffaele Lombardo, avrebbe lavorato per creare un'ampia coalizione delle forze di opposizione al governo Berlusconi e il tutto sarebbe stato sancito da un necessario passaggio elettorale e da elezioni regionali anticipate. Inoltre era stato deciso di proseguire l'iter per l'indizione del referendum sul sostegno al governo Lombardo e di svolgerlo entro la fine di settembre. Nulla di tutto questo si è però verificato". "Il governo tecnico presieduto da Lombardo- concludono Bianco, Marino e Burtone - continua ad essere un governo del presidente. La giunta si riunisce raramente. Tutti gli atti degli assessorati, anche i meno importanti, sono vagliati e gestiti solo dal governatore. Il Pd non riesce ad incidere nelle scelte politiche ed amministrative".


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