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Intervista all'assessore Armao

"Politica, sì ai tagli
I Fas? Cauto ottimismo"

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armao, bilancio, fas, manovra, Economia, Politica
Approvati questa mattina in commissione Bilancio il rendiconto e l'assestamento da quasi 1,2 milioni di euro della Regione siciliana. I documenti potrebbero vedere la luce in Assemblea già questo pomeriggio, o al massimo domani. Comunque in tempo per essere votati prima della pausa estiva. L'assestamento, in particolare, servirà per “coprire” le spese sanitarie per le quali la Regione aveva sperato si potessero utilizzare i fondi Fas. Per questi, però, si dovrà attendere la riunione del Cipe prevista per domani. È, insomma, un momento delicato per la situazione economico e finanziaria della Regione. L'esecutivo, fatta propria la volontà dei gruppi parlamentari di maggioranza, infatti, ha deciso di rimandare la manovra correttiva da 2,5 miliardi a settembre. E intende agire subito, invece, per i cosiddetti “tagli alla politica”. “Si tratta – ha detto l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao -  di risparmi che rispondono a un'esigenza etica, prima ancora che economica: la Regione, insomma, in questo periodo deve fare la sua parte”.

Assessore, intanto ieri ha discusso con le parti sociali e imprenditoriali il Dpef (documento di programmazione economico e finanziaria).
“E ho trovato grande collaborazione e unità d'intenti. Il documento è sotto certi aspetti assai innovativo. Punta sul 'dimagrimento' degli apparati regionali e sul sostegno al settore privato. Per questo si è deciso di scegliere la strada degli investimenti produttivi”.

Quali sono i prossimi passi?
“Intanto, lunedì ci ritroveremo per un tavolo di concertazione aggiuntivo i cui risultati passeranno, poi, dal vaglio del presidente Lombardo”.

Intanto, altri “tavoli” non sono andati a buon fine. Novità sui fondi Fas promessi dal governo nazionale?
“Domani è prevista la riunione del Cipe. Qualcosa in più si saprà dopo quella riunione”.

È ottimista?
“Moderatamente ottimista”.

Come mai ancora questi fondi non sono stai destinati alla Sicilia?
“Guardi, in questo momento nel governo nazionale c'è una confusione molto preoccupante. Ma è importante segnalare la presa di posizione di un presidente di Regione dalla schiena dritta come Ugo Cappellacci che ha chiesto maggiore attenzione per il Mezzogiorno”.

Invece, in Sicilia s'è deciso di rimandare la manovra correttiva. Come mai?
“Il mio compito è quello di proporre. Se i capigruppo all'Ars hanno chiesto più tempo per riflettere sui punti della manovra correttiva, non c'è nulla da aggiungere”.

La manovra non era urgente?
“Sì, è urgente. L'importante è che si approvi a settembre. Al massimo, ai primi di ottobre”.

Il governo, però, ha annunciato comunque tagli alle spese per via amministrativa.
“Esatto. Ho già trasmesso la proposta di delibera che verrà discussa in giunta”.

Cosa comprende questa delibera?
“I cosiddetti 'tagli ai costi della politica'. Nello specifico, mi riferisco alle riduzioni dei compensi degli assessori, degli uffici di gabinetto, delle consulenze, delle auto blu, delle spese di rappresentanza non solo della Regione ma anche delle società partecipate e dei vari enti pubblici e un tetto ai compensi dei dirigenti delle società nelle quali è presente a Regione”.

Quindi, lei assicura che questi interventi verranno compiuti.
“Non solo lo assicuro. Ma voglio precisare che in Sicilia si comincia dai costi della politica, poi, eventualmente, verranno chiesti sacrifici ai cittadini. Il governo nazionale, invece, ha scelto la strada inversa, prima togliere ai cittadini, poi per la politica si vedrà...”.

Che incidenza avranno questi tagli?
“Sfatiamo un luogo comune: i tagli alla politica non solo la risoluzione di tutti i problemi. Dal punto di vista delle cifre, incidono fino a un certo punto. Ma hanno un rilevanza etica. In questi momenti difficili per l'economia italiana e siciliana, la politica deve dare il buon esempio e sobbarcarsi per prima i costi della crisi”.


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