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Sostituite da consorzi tra Comuni

Abolizione delle province, ecco il ddl
Speziale (Pd): "Basta annunci"


Province, speziale, Politica
L'abolizione delle province non è più solo uno slogan buono per tutti i partiti. È anche un disegno di legge, presentato dal deputato regionale del Pd Lillo Speziale assegnato alla Commissione legislativa Affari Istituzionali, che potrebbe essere discusso dall'Ars alla ripresa dei lavori a settembre.
Le province regionali, nell'idea di Speziale, verrebbero sostituite da “liberi consorzi” di almeno venti comuni la cui somma della popolazione non sia inferiore ai 200 mila abitanti complessivi. Gli Ato idrici e dei rifiuti andrebbero così “ridefiniti” sui nuovi confini. I comuni in questione dovrebbero essere quanto più possibile “omogenei” nelle esigenze e nelle infrastrutture, così da diminuire al massimo i costi di gestione attualmente a carico delle Province, quindi dell'erario pubblico. Il presidente del consorzio sarà il sindaco del comune capofila.

“Faccio politica da quasi quarant'anni – racconta Speziale – e ho sempre incontrato gente che aveva avuto problemi con i Comuni, con la Regione o con lo Stato. Mai nessuno che avesse avuto questioni con le province. Ho capito subito, insomma, l'inutilità di questo ente”.
E in effetti, già nel 2008 Speziale aveva chiesto, con un emendamento, la soppressione delle province: “Ma allora l'emendamento fu bocciato. Votarono a favore solo i deputati del Pd”. Contrario, come racconta Speziale, era anche il presidente Raffaele Lombardo che però oggi avrebbe cambiato idea. Il governo, infatti, starebbe lavorando a un proprio ddl “analogo”: “I tempi sono cambiati – dice Speziale – anche da un punto di vista economico. Oggi si impone una razionalizzazione che mantenga il rapporto democratico, ma personalizzi la spesa. Il mio ddl vuole coinvolgere tutti i deputati dell'Ars, senza distinzione di colore. Se poi verrà fuori anche una proposta del governo, la discuteremo, purché uno dei due testi venga subito incardinato in Aula alla ripresa”.

Le province, quindi, si “scioglierebbero”, secondo l'idea di Speziale, in consorzi di comuni “escluse le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina”. In questi consorzi verrebbero trasferite tutte le competenze e il personale delle Province “senza alcun onere aggiuntivo. Anzi, con un grande risparmio per le casse pubbliche. Non dimentichiamoci che oggi le province costano circa 900 milioni l'anno”. Lo scoglio della necessità di una riforma costituzionale, sollevato dagli scettici “non esiste – spiega il deputato – perché lo Statuto ha il valore di costituzione. E il nostro Statuto, all'articolo 15 non prevede le Province, bensì i consorzi”.
Insomma, è il momento di “fare sul serio”, se si vogliono sopprimere le Province, secondo Speziale che lancia un invito a politici e istituzioni: “Invece di esprimere i propri giudizi sulla stampa, sarebbe meglio parlarne nelle sedi appropriate. Lavoriamo, invece di fare annunci”. Intanto, però, un altro ddl potrebbe presto trovare la luce all'Ars, quello di iniziativa popolare per la creazione di una nuova provinca, quella di Gela: “Chiariamo una cosa: quel ddl non andava inviato alla Commissione, ma andava approvato o bocciato direttamente in Aula. Comunque, io sono per l'abolizione delle province. Se però queste non dovessero essere soppresse, a quel punto, sarei favorevole per l'istituzione della provincia di Gela. Ma non credo che l'Aula l'approverebbe mai”.


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