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Riforma Asi, avanti a piccoli passi
Scontro in aula tra Cracolici e Cascio

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È un “botta e risposta” tra il capogruppo del Pd Antonello Cracolici e il presidente dell'Ars Francesco Cascio ad accendere la seduta d’Aula dedicata, di fatto, alla votazione della riforma delle Asi.

Ed è stata proprio la discussione sul nuovo “Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive” che dovrà inglobare gli 11 consorzi, a surriscaldare gli animi. Anzi, più che la discussione, ad innervosire la maggioranza è stato lo “stallo” nel quale l’opposizione ha fatto cadere la norma, con ripetute richieste di verifica del numero legale, interventi, richieste di voto segreto. Così, per più di un’ora, il ddl è rimasto fermo all’approvazione del dodicesimo dei 39 articoli complessivi. “Lei presidente – ha detto Cracolici riferendosi a Cascio – è responsabile della paralisi di oggi”. Cascio ha replicato a muso duro: “Quale articolo del regolamento sarebbe stato violato?”. “Questa non è attività parlamentare. Questa è la morte della democrazia” ha chiuso Cracolici, prima che il presidente dell’Ars decidesse la sospensione della seduta.

Ma le recriminazioni dei deputati di maggioranza e opposizione non si sono spente. I “litigi” sono proseguiti nelle stanze adiacenti Sala d’Ercole. Il motivo alla base del clima di oggi all’Ars è stato quindi il nuovo “rallentamento” della votazione del ddl. L’opposizione infatti ha chiesto di rinviare la discussione della legge a settembre, facendo irritare Paolo Colianni (Mpa): “La norma è stata approvata da una commissione presieduta da Salvino Caputo, deputato dell’opposizione. Perché non viene a difendere questa legge?”. Gli ha fatto eco Pino Apprendi (Pd): “Perché l’opposizione non vuole questa riforma? Vuole difendere 700-800 clientele dislocate nelle varie Asi?”.

Immediata la replica di Fabio Mancuso: “Io non conosco nemmeno chi lavora nelle Asi” e Salvino Caputo: “E’ stato il deputato del Pd De Benedictis a chiedere, la scorsa settimana, che il testo venisse rivisto in Commissione. Noi non possiamo fare altro che prenderne atto. Il parlamento è sovrano”. Rudy Maira, del Pid, ha invitato la maggioranza a evitare “prove di forza su un argomento decisivo per il futuro industriale della Sicilia”.

Quindi, come detto, è scoppiata la “lite” tra Cracolici e Cascio. “In Aula non esistono più regole, non si rispetta più il regolamento – ha attaccato il capogruppo dei Democratici – e l’opposizione vuole ridiscutere persino gli articoli già votati”. Dopo la pausa chiesta da Cascio, animi apparentemente più sereni: “Nessuna offesa personale al presidente  - ha detto Cracolici – ma è necessario garantire la certezza dei lavori d’Aula”.

E i lavori sono proseguiti. Tra piccoli roghi che man mano si accendevano lungo l'esame degli articoli. La votazione è andata avanti tra verifiche del numero legale “sospette” (“In aula ci sarebbero 41 deputati? – ha accusato Mancuso – Forse invece di chiedere una sospensione qui dovremmo chiedere qualcos’altro…”) e proteste. Il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini ha  ricordato il caso della mozione di censura all’assessore Russo “che ci è stato impedito di discutere. Ora la maggioranza di cosa si lamenta?”.
Nuova pausa. Ma al ritorno, i gruppi avevano trovato un minimo di armonia. Manifestata dalla riscrittura “bi-partisan” dell’articolo 16 della norma, riguardante la nomina del dirigente generale del nuovo "Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive”. Un organismo che dovrebbe vedere la luce la prossima settimana, quando la discussione ripartirà dall’articolo 22 (21 quelli approvati finora).

Prima che i deputati fossero “presi” dalle vicende delle Asi, però, oggi l’Ars ha approvato la norma sulla ridefinizione dei confini di Termini Imerese e Trabia, e Marineo e Godrano. Un ricordo è andato a due ex parlamentari scomparsi nei giorni scorsi: Calogero Gueli e Andrea Zangara. L'aula riprenderà martedì prossimo col seguito dell'esame della riforma delle Asi.


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