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Lombardo coordinerà le attività istituzionali per la formazione

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Sarà il governatore della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a coordinare d'ora in avanti le ''attività istituzionali'' relative alla formazione professionale regionale. Lombardo ha accolto l'invito in tal senso rivoltogli da Cgil Cisl e Uil nel corso dell'incontro su presente e futuro del settore, svoltosi nel pomeriggio, a Palazzo d'Orleans, a Palermo. Il faccia a faccia, secondo i confederali, ''spinge in avanti la vertenza, grazie alle iniziative di lotta dei sindacati''. E proprio qualche giorno fa, le tre organizzazioni avevano inviato una lettera aperta al governatore, chiedendo un ''cambio di passo'' e denunciando la ''situazione da macelleria sociale che la Sicilia vive, in particolare nel settore della formazione''.

Oggi i sindacati hanno messo al centro della discussione ''quattro punti essenziali'' e rivendicato che la Regione proceda a stanziare, con delibera di giunta, i 60 milioni necessari al Prof 2011, nell'attesa che all'Isola arrivino i fondi Fas in base all'accordo in via di definizione col ministro Fitto.

Lombardo, presenti l'assessore regionale Mario Centorrino, il presidente della Task force Salvatore Cianciolo e il dirigente generale Ludovico Albert, si è detto disponibile a dare corso alle richieste sindacali e ha anche assunto l'impegno a un ulteriore incontro di verifica con i rappresentati dei lavoratori, alla fine della prossima settimana. I quattro punti che il presidente della Regione ha dichiarato di fare propri, riguardano: i bandi Fse che, per i sindacati, devono contenere criteri selettivi che offrano garanzie di occupazione ai lavoratori al momento impegnati; la necessità di un'apposita previsione di bilancio per le spese non coperte dal Fondo sociale europeo. Soluzioni normative e di bilancio in grado di chiudere le posizioni debitorie degli enti ai quali sono mancati i finanziamenti della Regione e che, a causa della carenza di fondi, non hanno potuto erogare retribuzioni ai lavoratori.

L'integrazione tra ammortizzatori in deroga e fondo di garanzia, come soluzione ''transitoria'', sulla base di accordi, in vista della nuova programmazione triennale che sara' finanziata, in prevalenza, dal Fondo sociale europeo.


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