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La polemica

Regione, arrivano i valutatori esterni
Costeranno 350 euro a seduta


regione, valutatori esterni, Cronaca
La Regione ama gli esterni. Non bastano, infatti, dirigenti generali strapagati, consulenti di ogni tipo, valutatori di ogni provenienza. Diventa esecutiva la “long list” di valutatori dell’assessorato Attività produttive. Ed esplode la rabbia dei sindacati che chiedono: “Come si fa a utilizzare esterni, quando alla Regione lavorano duemila dirigenti e settemila funzionari direttivi?”.
I valutatori in questione dovranno occuparsi di portare avanti l’istruttoria per la pratica che consentirà alle aziende siciliane di accedere a progetti finanziati dall’Unione europea. Per ogni seduta, ai valutatori esterni spetterà un “gettone” di 350 euro. La scelta dei singoli valutatori sarebbe una prerogativa del dirigente generale del dipartimento Attività produttive. E non sono previsti limiti al numero di sedute.

A denunciare la paradossale situazione di una Regione mastodontica che, però, decide ancora una volta di affidarsi a soggetti esterni all’amministrazione, sono i Cobas Codir: “Dei dipendenti regionali – scrivono - che hanno 25-40 anni di esperienza nel settore che cosa ne faremo? Sarebbe bello poterlo chiedere al nostro Presidente se trovasse il coraggio di sottoporsi ad un confronto con i dipendenti regionali che ha raggirato spudoratamente, carpendo la loro fiducia ed il loro voto, durante tutta la sua recente campagna elettorale che lo ha portato sul più alto scranno siciliano”. Secondo il sindacato, infatti, i requisiti richiesti ai valutatori sono già in possesso dei dipendenti regionali. La Regione, quindi, si sottoporrebbe così a una “doppia spesa”.

Ma non solo. Il sindacato vuole spazzare via anche l’accusa strisciante di una burocrazia “disonesta” al punto da rendere necessario il ricorso agli esterni: “E’ davvero arrivato – aggiungono i Cobas - il momento di dire basta, e rispedire al mittente tutte le infamanti e provocatorie dichiarazioni contro i dipendenti regionali a cominciare dalle irrazionali affermazioni dell’assessore Armao che, nel corso dell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, causando la denuncia del sindacato, affermò che i regionali erano corrotti”.
“Si parla sempre – concludono i Cobas – di tagli alle spese inutili. Ma la Regione si ostina a proseguire con questa emorragia di incarichi esterni davvero intollerabile”.


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