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La Tirrenia passa ai privati
Adesso tocca a Siremar

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privatizzazione, siremar, tirrenia, Economia
La Tirrenia passa ai privati, chiudendo così uno dei più lunghi e sofferti capitoli della stagione pubblica del trasporto marittimo. Ieri, infatti,
Ettore Morace, amministratore delegato di Compagnia italiana di navigazione (Cin), la cordata che si era aggiudicata, lo scorso maggio, la gara per la privatizzazione della società statale di navigazione, ha firmato, con il commissario straordinario della compagnia, Giancarlo D'Andrea, il contratto d'acquisizione di ramo d'azienda che sancisce il trasferimento di Tirrenia ai privati. Il definitivo closing dell'operazione, però, è condizionato al via libera dell'Antitrust europeo, che dovrebbe arrivare, se non ci saranno intoppi, tra metà settembre e i primi di ottobre. Un passaggio che lascia col fiato sospeso lavoratori e sindacati, nonostante il contratto preveda la “clausola sociale”, ossia il mantenimento degli stessi livelli occupazionali.

E, chiusa la partita Tirrenia, l'attenzione si concentra sulla Siremar, la società che effettua i collegamenti marittimi da e per le isole minori siciliane, asset dell'ex gruppo Tirrenia e adesso in amministrazione straordinaria in attesa di essere privatizzata. Sul tavolo del commissario straordinario ci sono, dallo scorso 25 maggio, due offerte: quella di 60,1 milioni di “Compagnia delle Isole”, ovvero la newco partecipata dalla Regione Siciliana e controllata dalla Mediterranea Holding dell'armatore napoletano Salvatore Lauro, e quella di 55,1 milioni di euro della “Società di Navigazione Siciliana”, la spa costituita da Ustica Lines e da Caronte & Tourist (quest’ultima gestisce i servizi di traghettamento nello Stretto di Messina). L'aggiudicazione però continua a tardare e il 15 luglio sono scadute le fidejussioni. Risultato, la Siremar, con i suoi 500 dipendenti, che in estate sfiorano anche le 800 unità, continua ad accumulare perdite su perdite. E il rischio è che gli imprenditori ci ripensino. Nonostante, per rendere più appetibile la privatizzazione, lo Stato abbia messo sul piatto 55,6 milioni di euro all'anno per 12 anni.


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