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Approvata la "legge sulla caccia"
Nuovo stop per la riforma delle Asi

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Una norma che l’opposizione ha definito “salva casta”. E un nuovo modo di calcolare le aree protette dall’attività venatoria. Queste le maggiori novità della cosiddetta “legge sulla caccia”, approvata oggi all’Ars con 40 voti favorevoli, 16 contrari e due astenuti.

Sembrava una “passeggiata”, e invece quella di oggi s’è rivelata una seduta “scoppiettante”. A dare fuoco alle polveri un emendamento governativo che ha mutato le modalità di conteggio delle aree protette: da una quota compresa tra il 20 e il 30 percento calcolata a livello provinciale, a quella del 20 percento minimo calcolato a livello regionale.
Passato con una maggioranza risicata, l’emendamento ha “acceso” gli animi di Nino Beninati: “Una norma che non rispetta le province”, Titti Bufardeci: “Un voto basato sui preconcetti, sulla difesa delle proprie posizioni”, Roberto Corona: “D’Antrassi dovrebbe dimettersi”.
Ma ancora più “problematica” è stata l’approvazione di un altro emendamento che, di fatto, eliminava il parere della Commissione Attività produttive sulla stesura del Piano faunistico regionale. “Vi dovreste vergognare – ha detto Toto Cordaro indicando l’esecutivo -. Noi facciamo l’interesse dei cittadini, voi chissà quali altri interessi”. Gli ha fatto eco Santi Formica: “Fermiamoci. Per il buon nome di questo parlamento”.
“Non capisco – ha detto Nino Beninati – che problema c’è se il Piano prima passa dalla commissione. Tutti i piani regionali, da quello dei trasporti a quello della sanità vengono esaminati dalla Commissione competente”. A questo punto l’assessore D’Antrassi ha deciso di ritirare l’emendamento.
Ma l’Ars ha dovuto approvare l’abolizione della norma che viete a un membro effettivo nell’Istituto superiore per la protezione e la Ricerca ambientale di ricoprire la carica per più di due mandati. La norma della “casta” hanno tuonato i deputati dell’opposizione. Il più “caldo” Toni Scilla: “Cosa vuole combinare il governo? – ha chiesto – quali pressioni ci sono dietro questo ddl?”. “Il governo – ha ribadito Fabio Mancuso – vuole salvare la casta. È uno schifo”.
Di parere opposto, ovviamente, il capogruppo del Pd All’Ars Antonello Cracolici, secondo cui, quello approvato oggi è un “testo equilibrato, che coniuga la necessità di tutela dell’ambiente e del territorio alle esigenze dei cacciatori. Questa legge permette, in via transitoria, - ha aggiunto Cracolici - l'entrata in vigore del Piano faunistico regionale che è attualmente in corso di pubblicazione: in questo modo – ha concluso - si evitano vuoti che si sarebbero rivelati problematici, e si permette la regolare attività faunistica in Sicilia”.

La legge, quindi, alla fine è passata, lasciando il campo all’altro ddl oggi all’ordine del giorno: la discussa “riforma delle Asi”.
La votazione, dopo alterne vicende, era ferma al dodicesimo articolo sui 39 complessivi della legge. Nella scorsa seduta si era deciso di fermarsi e far valutare il testo con più calma, prima di tornare alla votazione.
Oggi, il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini ha sollevato proprio questa questione: “Si era deciso – ha detto – di rimandare il testo in Commissione per un ulteriore approfondimento. Ma oggi il governo in Commissione non c’era e l’approfondimento non c’è stato. Mi chiedo allora, se l’Ars credeva necessaria una discussione ulteriore sul testo, come si può oggi andare avanti con la votazione?”.
E in effetti avanti non si è andati. La discussione è “ristagnata” sugli articoli riguardanti gli organi costitutivi del nuovo Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Secondo Titti Bufardeci la norma non garantisce, all’interno della Consulta e del Cda, la massima rappresentatività “dei territori, degli enti e della politica”. “I tre nominati nel Cda – affonda Fabio Mancuso – avranno la possibilità di decidere quello che vogliono sulle aree industriali. In particolare, fisseranno i criteri per l’assegnazione delle aree e delle infrastrutture e approva la graduatoria delle istanze arrivate. Ed è un fatto gravissimo”.
In Aula è arrivata la replica dell’assessore alle attività produttive Marco Venturi: “Oggi i parlamentari cadono dalle nuvole. La legge che discutiamo oggi è stata approvata in commissione per due volte all’unanimità. Mi stranizza – ha aggiunto – che a criticare questa riforma sia l’area che si definisce ‘liberista’. Questa è una riforma importante, che fissa principi nuovi. Se non si vuole accettare questo cambiamento, si abbia il coraggio di dirlo”. E questi temi saranno certamente al centro del dibattito previsto già per domani in Aula.


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