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Cascio annuncia tagli all'Ars

Tra promesse e proposte
La "casta" tira la cinghia (forse)


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Tira una brutta aria in questi giorni per la "casta". Privilegi, benefit, agevolazioni più o meno palesi di cui godono i nostri politici sono nuovamente nell'occhio del ciclone alimentando l'insofferenza del "popolo" e della cosiddetta antipolitica.

Sarà perchè da più parti, Roma e Palermo incluse, c'è aria di elezioni... Sarà per una reale convinzione.. Sarà perchè sul web spopola l'ex precario del Parlamento che spiffera al mondo segreti e segretucci dei politici ... nei palazzi del potere si parla di riduzione dei costi. Il tema però è delicato e ognuno porta avanti la sua ricetta...

A Roma "la Camera - ha annunciato il presidente Gianfranco Fini - restituirà al bilancio dello Stato 20 milioni nel 2011, 20 nel 2012 e 20 nel 2013. Non sanano certo i conti dello Stato, non sostituiscono l'introduzione del ticket sanitario ma è un significativo atto di responsabilità. Il risparmio complessivo da qui alla fine della legislatura sarà di 151 milioni" articolati in risparmi su "spese su locazioni, su ristorazione, su beni e servizi, sull'autorimessa, sulla comunicazione". Palazzo Madama non vuole essere da meno e il sicilianissimo presidente Schifani ha annunciato tagli di circa 120 milioni di euro nel periodo 2011-2014.

Palermo non è da meno e trova schierato in prima fila il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, primo (e forse unico vista la reazione dei colleghi) sostenitore del ddl di riduzione del numero dei parlamenti regionali.

L'ufficio di presidenza dell'Ars ha infatti deciso che anche a Palazzo dei Normanni si applicheranno tagli per deputati e burocrati. Si punta a risparmiare circa 10 milioni di euro, il 7 per cento della spesa complessiva nel 2010. I soldi dovrebbero essere "racimolati" dal prelievo sulle pensioni d'oro degli onorevoli e dei dirigenti e dalla riduzione della diaria.

Solo per la diaria - a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo - fino a oggi è prevista una somma di 3.500 euro mensili (fino al 31 dicembre 2010 era pari a 4.003,11). Somma ridotta di circa 200 euro “per ogni giorno in cui il deputato non partecipa alle attività parlamentari nelle sedute in cui si svolgono votazioni su testi legislativi o su atti di indirizzo politico iscritti all’ordine del giorno”.

E nel dibattito interviene anche il deputato del Pd Giovanni Barbagallo che azzarda qualcosa in più. "I provvedimenti annunciati dal presidente dCascio e dall’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao - dice - vanno nella giusta direzione, ma occorre molto più coraggio. Bisogna intervenire subito su diversi aspetti per evitare che l’antipolitica si estenda sempre di più. Le consulenze esterne vanno totalmente eliminate senza ulteriori ritardi. La proposta di riduzione dei deputati regionali da 90 a 70 (irresponsabilmente affossata) vorrebbe dire un risparmio per l’Ars di sette milioni di euro l’anno, 35 milioni in 5 anni di legislatura".

Barbagallo spiega che "oltre un milione di euro l’anno potrebbe essere recuperato dalla eliminazione delle indennità aggiuntive percepite per attività connesse alle funzioni parlamentari.Oltre al presidente della regione, al presidente dell’assemblea e ai presidenti dei gruppi parlamentari, ci sono 39 deputati che percepiscono, in aggiunta alle indennità ordinarie, dei bonus supplementari, o perchè fanno parte del consiglio di presidenza dell’Ars, o perché sono presidenti, vice presidenti o segretari di commissioni. Questi parlamentari godono, inoltre, della possibilità di avere degli uffici, dei collaboratori e, in qualche caso, l’auto blu con relativo autista".


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