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La lettera

Romano, quanto opportunismo
contrario alle nostre regole


rudi maira, saverio romano, Politica
Sono sempre stato convinto, e non vedo chi potrebbe non esserlo, che la nostra Costituzione rappresenti un corpo unico: non se ne può implorare alcune parti ed obliterarne altre disattendendole e disapplicandole nei fatti, come spesso oggi avviene con il principio fondamentale in forza del quale addirittura l’imputato (e non l’indagato) non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva (art. 27 Costituzione), così da far ritornare in vita il principio di  considerazione di immediata colpevolezza adottato dall’ordinamento  fascista.
Mi chiedo se questo principio valido nel “ventennio” non sia valido per alcune categorie di persone tra le quali principalmente i politici. Purtroppo sì, anche se ciò non riguarda  tutti i politici ma soltanto alcuni e, guarda caso, di una sola parte  politica. Ma il principio costituzionale di non colpevolezza non può essere annullato dalla “opportunità politica” che suona tanto di “opportunismo”, cioè di strumentale, per chi la invoca, e che mira soltanto all’interesse politico di parte per far fuori un avversario anche a costo di calpestare un principio cardine regolato dalla Costituzione.

Mi sarei aspettato, mi rendo conto che con i tempi che corrono è però una illusione, che la “Politica”, gli uomini delle istituzioni anziché chiedere le dimissioni da ministro di Saverio Romano si indignassero, non solo per Romano ma per tutti quegli altri cittadini che hanno subito lo stesso trattamento e che potrebbero subirlo in futuro, per una indagine durata otto anni, e si presume più che approfondita in un lasso di tempo così lungo, e conclusa con due richieste di archiviazione da parte di due rappresentanti dell’ufficio del Pm ( e che Pm!). Richieste non accettate da un Gip che dopo così tanto tempo ha ordinato una imputazione coatta disattendendo dei Pm noti per il loro estremo rigore nella conduzione delle indagini.
Non può sorgere a questo punto il dubbio a qualunque benpensante che nel caso di Saverio Romano qualcosa non abbia funzionato nel giusto verso?

Così operando vengono calpestate sia l’esigenza della certezza del diritto che quella di un giusto processo. Ritengo poi sbagliato che si affermi che oramai ogni indagine venga buttata in politica. La politica  nel caso di Saverio Romano è una componente imprescindibile visto che riguarda il coordinatore nazionale di un Partito che, seppur piccolo, ma in crescita, è essenziale per garantire la maggioranza che regge il Governo e, quindi, per le sorti dell’economia del Paese Italia in questi tempi tempestosi per l’economia d’Europa. E, comunque, Saverio Romano ha dimostrato in pochi mesi di essere ministro all’altezza dei compiti affidatigli.

L'autore è capogruppo del Pid all'Ars.


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