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Lo sfogo di un imprenditore

"Ho denunciato e non mi salutano più"

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denuncia, imprenditore, racket, Cronaca
"Io parlo, parlo, ma la gente è vigliacca. Nessuno denuncia. Hanno paura. E a me che l'ho fatto a Linguaglossa hanno tolto il saluto". E' amaro lo sfogo dell'imprenditore catanese
Rosario Puglia, titolare di un'azienda vitivinicola alle pendici dell'Etna che, con la sua denuncia, ha fatto arrestare l'imprenditore che gli aveva prestato denaro a tassi usurai. Nel giorno dell'arresto dello strozzino, Giovanni D'Urso, già in cella per riciclaggio, Puglia ricorda la drammatica vicenda di cui è stato protagonista.

"Avevo problemi economici e ho chiesto un prestito - dice - Sono capitato in mano a una banda di usurai. Gli ho dato più di un milione di euro e alla fine, denunciando, ho evitato quello che era il loro vero scopo: entrare in possesso della mia azienda. Vale 5 milioni di euro e la volevano per 700mila". Di solidarietà l'imprenditore ne ha avuta più dai colleghi del Nord che dai suoi compaesani. "Al Vinitaly - racconta - quando hanno saputo, sono venuti a manifestarmi apprezzamento. In Sicilia la musica è ben diversa. Ti guardano con diffidenza". Agli usurai, poi, si sono aggiunti gli estorsori. "Sono caduto anche nelle mani del racket - conclude - Sono venuti a minacciarmi in ditta, davanti ai dipendenti. Mi hanno schiaffeggiato. Oggi ho ancora grossi problemi economici e cerco in tutti i modi di pagare gli operai, ma mi sto rialzando".


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