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Bongiorno candidata sindaco: è quasi fatta

Fli: "Siamo alternativi alla sinistra
Fedeli a Lombardo, il Pdl? Vedremo..."

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fli, governo, lombardo, Politica
Sostegno al governo tecnico di Raffaele Lombardo “fino alla fine della legislatura”. “No” a un'alleanza elettorale col Pd. Porta socchiusa al Pdl: “Se quello di Alfano è davvero un nuovo corso...”. E Giulia Bongiorno come prossimo candidato sindaco di Palermo. “A giorni potrebbe diventare una candidatura ufficiale” ha annunciato Lo Presti.

I vertici di Fli fanno il punto sulla linea del partito e sulle strategie future, quando ancora “bruciante” è l'addio del segretario Scalia, oltre che di Urso e Ronchi.
A indicare la “nuova” via del partito è il freschissimo coordinatore regionale Carmelo Bruglio (nella foto). Al suo fianco il vice di Fini, Italo Bocchino, insieme al coordinatore vicario in Sicilia Alessandro Aricò, ai vice Luigi Gentile e Massimo Grillo, al deputato Nino Lo Presti e al capogruppo all'Ars Livio Marrocco.
“Per me – ha detto Briguglio – si tratta di un compito più affascinante che difficile. Il nostro dovere è quello di guardare avanti. E la nostra linea politica è chiara: costruire un terzo polo da riempire di idee e contenuti”.
Ingredienti da “testare” nel laboratorio siciliano: “Qui in Sicilia – prosegue Briguglio – il terzo polo ha una connotazione un po' particolare, vista la forte presenza dell'Mpa”. E del suo leader Lombardo: “Noi, è bene ricordarlo, abbiamo sostenuto l'elezione di Lombardo, poi scelto dai siciliani. Siamo sempre stati coerenti e fedeli a questa linea. Chi si è allontanato è qualcun altro...”.

E la “fedeltà” all'esecutivo del governatore, è “sancita” dalla presenza dei due assessori, “rivendicati” da Briguglio: “Daniele Tranchida e Gianmaria Sparma rappresentano Fli nel governo. Un governo che secondo noi sta facendo bene. Per questo lo sosterremo fino alla fine della legislatura”.
Ma questo legame con il Mpa e gli altri partiti del terzo polo, passerà anche da alcune “verifiche programmatiche”. “Noi proponiamo immediatamente due cose. E su queste invitiamo il governo a confrontarsi con noi. La prima è l'abolizione delle province: dalla Sicilia può partire, così, un grande esempio per l'Italia. La seconda proposta è la cancellazione del ticket nell'Isola, che colpirebbe, come al solito, soprattutto i più deboli”. Mentre l'alleanza col Pd è definita da Briguglio semplicemente come “una suggestione”.

Infine, un significativo riconoscimento, in una giornata molto particolare. “Molti ci chiedono su quali 'esempi' si fonderà l'azione politica di Fli. Uno potrebbe essere Leonardo Sciascia. Ma se mi domandano un nome, uno solo, oggi più che mai dico Paolo Borsellino”. “Oggi parte per Fli una nuova stagione”. Italo Bocchino rilancia così le parole di Briguglio e prova a delineare l'identikit del partito: “Il movimentismo e la collegialità delle scelte saranno gli aspetti più evidenti. La Sicilia – ha aggiunto – deve rappresentare un vero e proprio laboratorio politico. Nel Paese si avverte un grande bisogno di una forza come quella del terzo polo. Una coalizione, cioè, che rappresenti i valori di un'area moderata e riformista, oggi orfana”.

Ma in Sicilia il Fli e il terzo polo fanno rima con Raffaele Lombardo. Un riconoscimento nel governatore che non può non tener conto di un altro attore: il Partito democratico: “Il nostro obiettivo – spiega Bocchino –  è quello costruire una coalizione alternativa alla sinistra”.
Quindi, una prevedibile “stoccata” al Pdl: “Oltre a un'area estremista di parte della sinistra, esiste un partito che si definisce moderato, ma che contiene al suo interno una forza anti-nazionalista, oltre ad avere un leader in perenne lotta con la magistratura. Fli – spiega- dice 'no' al populismo di Pdl e Lega. Ma anche a una sinistra che sta meglio solo per le difficoltà del suo avversario”.
Nonostante queste parole, da Bocchino non arriva una chiusura netta al Pdl. Semmai, è una chiusura al suo attuale leader. “Un riavvicinamento tra Fli e Pdl? Intanto va verificato che Alfano non sia semplicemente la 'foglia di fico' del premier. Se rappresenterà un nuovo corso si comprenderà facilmente: non può esserci nuovo corso se non andando oltre Berlusconi. Lui – aggiunge – non potrebbe nemmeno essere un 'padre nobile', visto che, al massimo, è abituato a recitare il ruolo di 'padre padrone'”.


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