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Il pastone con le sarde

Tutti pazzi per l'insalata Russo
E la parentopoli col Bambin Gesù

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 L’insalata Russo ha condito la settimana politica regionale. Censura sì, censura no. Censura sì e no, cioè non adesso. L’Ars ha vissuto, tra martedì e mercoledì due giorni di fuoco. Già, due giorni. Perché, tanto per capirci, la somma dei minuti spesi dai nostri deputati regionali in Assemblea in questa settimana è inferiore alla durata di una sola puntata di Porta a Porta.

Insomma, non c’è stato tempo per parlare di altro. Della riforma delle Asi, ad esempio, all’ordine del giorno dei lavori d’Aula più o meno dal marzo del 2009. Ma in Aula è successo di tutto. E lì ha fatto da padrone Antonello Cracolici che, nel respingere al mittente la mozione di Pdl, Pid e Forza del Sud, non ha usato giri di parole: “Noi riteniamo di poter sollevare una pregiudiziale all’istanza di mozione inoltrata dai gruppi di minoranza. Lo riteniamo sulla scorta dell’articolo 101 dello statuto interno dell’Assemblea che disciplina le votazioni sui documenti presentati in sede di discussione, al fine di valutare l’effettiva volontà degli onorevoli deputati di esprimere o meno una preferenza sulla necessità che la suddetta mozione venga effettivamente discussa”.

Per rafforzare il messaggio, fino a quel punto troppo sintetico, Cracolici ha fatto riferimento a un precedente del 2002 con Cuffaro presidente, poi quello dello scudetto dato all’Inter del 2006, infine alla vicenda di un imputato nazareno per il quale il governo di allora decise di lavarsi le mani.

A quel punto è esplosa l’ira dell’opposizione. Leontini ha appiccato il fuoco agli scranni, incendiando i fogli del libro di Massimo Russo sulla “Trasparenza in Sanità”, Rudy Maira ha acceso contemporaneamente 18 sigari, rendendo l’aria irrespirabile, mentre Michele Cimino attaccava alle spalle gli uomini del Pd spruzzando lacca per i capelli. Solo a quel punto Pdl Pid e Forza del Sud sono usciti dall’Aula, per protesta. Dopo un po’ è spuntato nuovamente Cracolici che ha spiegato, senza mezzi termini, che il Pd non aveva alcuna paura di andare al voto della mozione, visto che pochi minuti prima, in una riunione del gruppo “ci eravamo divisi, ma all’unanimità”.

Tra il fuoco di Leontini e la lacca di Cimino (che non ha risparmiato nemmeno Francesco Cascio…), intanto, è spuntata l’aurea acconciatura di Giulia Adamo che non ha risparmiato i toni forti: “Credo si tratti di una scelta responsabile”, ha detto, lasciando tutti, come al solito, senza parole. Ma il Pdl è andato comunque avanti e ha deciso davvero di fare la voce grossa. Salvino Caputo è stato tra i più battaglieri. Ha promesso alla maggioranza ostruzionismo duro, durissimo. Pochi minuti dopo, infatti, ha parcheggiato in seconda fila chiudendo la macchina di Ciccio Musotto.

In tutto ciò, la figura di Massimo Russo rimaneva immobile e quasi compiaciuta. Avvolta da un soffuso alone argenteo. Il sorriso sereno. Del resto, quando in aula s’è annunciata la presentazione della censura, una pioggia battente cominciò a cadere su Palermo mentre la cortina della cattedrale si squarciò in due. Proprio in quel momento, Russo avrebbe mormorato: “Perdonali, non sanno quello che fanno”. Poi, ai deputati che s’azzuffavano: “Mi dispiace… ma io so' io e voi non siete un cazzo!”. E uscì così, benedicendo i poveri e i puri di cuore, in un’abbagliante scia di luce e lasciando tutti con un interrogativo: “Vuoi vedere che 'sta benedetta convenzione col Bambin Gesù è il solito caso di… parentopoli?”.


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