Live Sicilia

Il racket e il coraggio

Il terrore degli uomini
minacciati dagli orchi


minacce, pizzo, racket, Cronaca
Il video delle intercettazioni a corredo del blitz dei carabinieri ci ha raggelato il sangue. Le immagini identificano uomini solo apparenti. In realtà sono orchi. Farfugliano violenza in una lingua diversa dalla nostra. Simili a noi sono, ma coprono gli occhi con lenti spesse. La loro vecchiaia è una bestemmia. Il loro fetore si avverte anche dai fotogrammi. Chiacchierano orribilmente di revolver in bocca, di negozianti che devono camminare su un filo d'erba, tanto è precario il loro respiro. Sono i figli maledetti di Palermo. Orchi. E i figli perbene di questa città, al confronto, sono come gli eroi assediati nel "Signore degli anelli". Rinchiusi dietro quattro mura di fortezza. Asserragliati, mentre intorno rimbalzano grugniti e foschi echi di tamburi.

Si può avere paura degli orchi, se sei soltanto un uomo? Spesso si indulge a una facile letteratura dello spericolato atto eroico. Il commerciante che non denuncia il pizzo, perciò,  è un favoreggiatore, un colluso, un ominicchio. Proviamo a metterci nei panni di un onesto bottegaio: un giorno entra un mostro dalla porta girevole. Vuole soldi e ti percuote con i pugni delle sue parole assassine. Il sudore freddo ti riempie la fronte. Hai famiglia. Ti volgi dall'altra parte, in cerca di comprensione, e cosa trovi? Una muraglia inflessibile su cui c'è scritto: denuncialo, o il mostro sei tu.

Intendiamoci, la forza di chi si oppone al racket è immensa ed è il sale dei tempi nuovi. Ma questo non può retrocedere i tentennamenti di tutti gli altri al rango di fiancheggiamento della mafia. E' utile creare strumenti effettivi affinché le denunce aumentino. "Non si può pretendere l'eroismo dall'inerme cittadino", disse una volta Giovanni Falcone. E' lecito tremare al cospetto degli orchi. Nessuna coscienza civile si costruisce sull'obbligo al sacrificio o sul ricatto della legalità, messo lì per bilanciare con una diversa sanzione le bestemmie degli orchi. Nessuna scelta cambia il mondo, se non è vera.


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