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domani a catania

Iblis, udienza preliminare
per cinquanta indagati

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Comincerà domani mattina, nell'aula bunker del carcere di Bicocca, l'udienza preliminare davanti al Gip Alfredo Gari, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio sollecitata dalla Procura di Catania dei 53 imputati dell'inchiesta Iblis su presunti rapporti tra Cosa nostra, imprenditori, politici e amministratori.

Secondo quanto previsto, dovrebbero esserci 3-4 udienze in calendario nel mese di luglio per valutare procedure, richieste preliminari, eccezioni ed eventuali accessi a riti alternativi. Il dibattito in aula, con gli interventi di accusa e difese, è previsto per settembre, così come la decisione finale del Gip. Dal fascicolo principale il mese scorso è stata stralciata la posizione del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, e dell'imprenditore Ferdinando Bonanno. I vertici della Procura non hanno infatti condiviso la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli indagati presentata dai sostituti Giuseppe Gennaro, Antonino Fanara, Agata Santanocito e Iole Boscarino. Per il procuratore reggente Michelangelo Patané e l'aggiunto Carmelo Zuccaro, "l'ipotesi di reato di concorso esterno" avanzato nei confronti dei tre indagati "non avrebbe retto in sede di giudizio" alla luce "della sentenza di assoluzione della Cassazione nei confronti di Calogero Mannino".

La contrapposizione ha creato una forte dialettica all'interno della Procura, con l'invio da parte del procuratore Patané di un documento al Csm in cui spiega le motivazioni dello stralcio. L'iniziativa ha fatto seguito a una formale richiesta dei 4 pm che ribadivano la loro valutazione. I magistrati titolari dell'inchiesta sono adesso il procuratore Patané, l'aggiunto Zuccaro e i sostituti della Dda Antonino Fanara e Agata Santonocito.

Il blitz Iblis (il nome del Diavolo in arabo) scattò nella notte tra il 2 e il 3 novembre del 2010. Tra gli indagati per concorso esterno all'associazione mafiosa ci sono anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa. L'avviso di conclusione indagine da parte della Dda della Procura di Catania è stato emesso il 9 aprile scorso. Secondo l'accusa, Raffaele Lombardo, attraverso altre persone tra le quali suo fratello Angelo, avrebbe "sollecitato Cosa nostra catanese a reperire voti per loro, e per i partiti in cui militavano durante competizioni elettorali ingenerando nella mafia la convinzione che loro fossero a disposizione per assecondare le esigenze della cosca Santapaola nel controllo di appalti, attività economiche, concessioni e servizi pubblici".

Tra gli imputati ci sono anche il deputato regionale del Pid ed ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone, che è stato scarcerato dopo essersi dimesso dall'incarico; il consigliere della Provincia di Catania dell'Udc, ma prossimo a passare al Pid, Antonino Sangiorgi; l'ex assessore del Comune di Ramacca, Giuseppe Tomasello; il consigliere dello stesso Ente, Francesco Ilardi e il deputato regionale ex Pdl Sicilia e adesso Gruppo misto, Giovanni Cristaudo.


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