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L'operazione dei carabinieri

Sms durante 'Quelli che il calcio':
"Amore, sei sempre qui con me"

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, Cronaca
"Ciao amore mio, anche si trovi a L'Aquila per me sei sempre qui con me. Ti amo tanto": è uno dei tanti sms apparsi in sovraimpressione nel corso della trasmissione sportiva "Quelli che il calcio". Solo che a scriverlo, il 21 marzo 2010, era
Rossana Addotto, la compagna del capomafia palermitano Gianni Nicchi. Un nuovo modo, quello dei messaggini alle trasmissioni tv, con cui i familiari dei capimafia comunicano con i parenti detenuti, violando le restrizioni del carcere duro. La circostanza è emersa nel corso dell'indagine dei carabinieri che oggi ha portato al fermo di 35 presunti mafiosi palermitani e all'emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare a carico di quattro boss detenuti come Gianni Nicchi. Secondo gli investigatori il sistema degli sms sarebbe stato sfruttato anche durante la latitanza di Nicchi.

Gli inquirenti sono riusciti a scoprire il sistema intercettando i familiari dei boss che commentavano, appunto, l'idea avuta. Ma, secondo gli inquirenti, in questo modo non sarebbero stati inviati solo saluti e messaggi d'amore, ma anche ordini e indicazioni sugli affari illeciti nascosti dietro codici criptati.

La mappa del racket nei pizzini
E' in decine di pizzini sequestrati dai carabinieri la nuova mappa del racket a Palermo: nei foglietti, trovati durante le perquisizioni scattate dopo il blitz di oggi dei carabinieri, i nomi delle vittime del pizzo. Indicazioni importanti su cui i carabinieri di Palermo guidati dal colonnello Paolo Piccinelli stanno lavorando e che potrebbero portare alla scoperta di altri casi di imposizione del pizzo oltre i 30 già accertati con il blitz di oggi. L'indagine, condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo, ha preso il via quattro anni fa nell'ambito delle ricerche dell'allora boss latitante Gianni Nicchi ed è proseguita dopo il suo arresto. Disarticolato il mandamento di Pagliarelli, retto da Michele Armanno e di Porta Nuova. Oltre ai vertici dei due clan in cella sono finiti i luogotenenti e decine di esattori del pizzo.


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