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La mamma di Angelo

Il filo

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, Cronaca
(rp) Ho capito che esiste un legame speciale con la mamma in un giorno di febbre. Avevo 14 anni e 38 gradi. Ma volevo giocare a calcetto la sera. Il piano era da manuale della guerra lampo. Entro, prendo la borsa sempre pronta. E scappotto, senza farmi accorgere per non incorrere in proibizioni. Suono. Entro. Mia madre mi guarda e dice: "Tu hai la febbre".  E' la storia di un corpo unico, di un organismo simbiotico. Se vive il figlio, vive la madre. Se il figlio muore, muore la madre. O si sforza di sopravvivere.
Non c'è la poesia delle parole che pure intravvediamo, nel volo che la mamma di Angelo Ribaudo ha iniziato esattamente ventiquattro ore dopo la partenza del figlio. Sono spirati entrambi alle due di notte. E' un fatto organico. E' la stessa carne. E se il figlio ha la febbre, la madre lo sa e gli basta guardarlo negli occhi o dentro di sé. Madre e figlio hanno gli stessi occhi.


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