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Consiglio comunale

Volano gli stracci nell'opposizione

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comune, consiglio comunale, sala delle lapidi, Cronaca, Politica
La dolorosa scomparsa del consigliere dell’Idv Angelo Ribaudo ha cambiato il programma dei lavori di Sala delle Lapidi. L’aula si sarebbe dovuta riunire stasera per approvare il bilancio entro domattina, così da garantire il tempo necessario per l’organizzazione del Festino di Santa Rosalia e metterlo al sicuro da eventuali contestazioni dei lavoratori Gesip, calando nella manovra i 45 milioni promessi dal governo. La seduta verrà rinviata a domani dopo i funerali, o comunque sospesa per essere aggiornata a domattina (i consiglieri si riuniranno alle 18 a Palazzo Palagonia per decidere).

Ma ad agitare le ore precedenti alla discussione in consiglio del bilancio ci pensano le opposizioni, spaccate sull’atteggiamento da tenere in aula. I consiglieri Mimmo Russo (Mpa), Elio Bonfanti (Udc )e Nadia Spallitta (Sel) non hanno affatto gradito l’atteggiamento di alcuni colleghi di coalizione nel corso della seduta di giovedì sera, che ha esitato i documenti propedeutici alla manovra. La seduta, infatti, era stata sospesa e numerosi consiglieri erano convinti che non sarebbe ripresa per la mancanza del numero legale a causa delle assenze del centrodestra, ma la presenza dei consiglieri dell’Idv Fabrizio Ferrandelli e Totò Orlando e del consigliere del Pd Salvo Alotta ha invece permesso di continuare fino a tarda notte.

Una mossa che ha lasciato spiazzati molti inquilini di Palazzo delle Aquile, che erano già andati a casa e non hanno così partecipato alla seconda parte della seduta. "Non si può fare bilancio in tre giorni", dice la Spallitta. "Si potrebbe fare un debito fuori bilancio, come gli altri anni, quello del Festino è un falso motivo. Il Piano triennale delle opere pubbliche è un documento complesso che va studiato con attenzione, non si può fare in una notte, come non si può approvare il bilancio nel giro di qualche ora. Siamo in fase di pre-dissesto". Molto più duro il commento dei due colleghi. "I consiglieri che hanno garantito il numero legale – dice Russo – hanno accordi sotto banco con la maggioranza, ci sarà un tacito assenso per far passare il bilancio in cambio dell’accantonamento della delibera Tarsu, ma sarà solo un accordo di facciata: il vero motivo è l’inserimento di un emendamento contenente soldi per progetti e progettini. Vedremo qual è la verità. Era necessario stravolgere il Piano triennale, questo doveva fare una coalizione che vuole guidare la città, non far passare un bilancio sotto silenzio. A questo punto vale la pena chiedersi se è possibile candidarsi a governare con certe forze politiche, forse meglio andar da soli".

Per Bonfanti quanto successo: "E' una cosa vergognosa. Ero presente, ho chiesto loro di uscire dall’aula e mi hanno risposto di no. Sul piano c’era il parere dubbio del Ragioniere generale, non c’era quello della commissione, come hanno fatto ad approvarlo? C’è tutto l’interesse nel fare il bilancio prima delle elezioni". Non si è fatta attendere la risposta dei tre consiglieri finiti sotto accusa, che respingono ogni addebito al mittente. "Noi facciamo opposizione a Cammarata – dichiara Orlando – mica alla città. Gli atti propedeutici servono alla città, non al sindaco, quindi era giusto esaminarli. E’ da irresponsabili bloccare il bilancio, noi siamo per fare il Festino e predisporre la manovra ad accogliere i soldi per la Gesip, il resto non ci interessa".

Per Ferrandelli: "Certi colleghi sono più interessati a fare polemica che altro, io non posso essere contro il bilancio o gli atti propedeutici quando le comunità alloggio stanno chiudendo, c’è un’emergenza Gesip, come si fa ad essere contro la città? Se c’è una competenza esclusiva del consiglio è di votare il bilancio, come si fa ad assentarsi? Bonfanti era da solo, il resto del suo gruppo non c’era, e anche la Spallitta era presente, quindi anche loro, come era giusto, hanno garantito il numero. Noi veniamo pagati per restare in aula. In bilancio non ci sarà l’ombra di progetti e progettini, sfido chiunque ad indicare un solo progetto sponsorizzato da Italia dei Valori. Purtroppo, ormai siamo vicini alla campagna elettorale e ognuno cerca un po’ di visibilità. Vogliono far saltare il numero legale? Lo spieghino loro ai lavoratori Gesip e agli operatori del sociale".

Salvo Alotta del Pd richiama le opposizioni al senso di responsabilità perché "dividersi ora sarebbe assurdo, proprio quando la città ha bisogno di noi. Saremo vigili affinché in bilancio non ci sia nemmeno un progetto che, per quanto importante, in questo momento appare secondario rispetto ai bisogni della città. Palermo ha bisogno del bilancio e il centrosinistra compatto, insieme al Terzo polo, deeo far pesare i propri numeri per modificarlo ed emendarlo, destinando i soldi al sociale e alle fasce più deboli, impendendo al centrodestra eventuali operazioni pre-elettorali".


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