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L'intervista

Pirillo "dimissionato" da Multiservizi:
"Se non sbloccano i soldi, solo guai"

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Ha lasciato Multiservizi. O meglio, gli hanno chiesto di lasciare Multiservizi. L'ex presidente della partecipata della Regione,
Maurizio Pirillo (nella foto) ammette “mi hanno chiesto di fare un passo indietro e io l'ho fatto. Ma un po' mi dispiace”.

Pirillo, chi le ha chiesto di lasciare Multiservizi?
“Me lo hanno chiesto”.

Il presidente Lombardo?
“Non importa”.

Quali sono le motivazioni?
“Non le conosco. Ma sono certo non ci sia dietro nulla di personale”.

È dispiaciuto.
“Sì, mi dispiace. Ma sapevo bene che non si trattava di posti vinti per concorso. È normale. La dottoressa Anna Rosa Corsello, che è subentrata a me, farà benissimo”.

Quanto hanno pesato, secondo lei, le polemiche con l'assessorato alla sanità rigardo a crediti vantati dalla Multiservizi?
“Io non avevo intenzione di attaccare il governo. Anzi, l'esecutivo si era mosso per sbloccare la situazione. Il problema erano gli uffici: lenti e spesso inefficienti”.

Che situazione lascia alla Multiservizi?
“Una situazione molto pesante. Al di là di qualsiasi ipotesi di riordino, infatti, la società deve incassare i crediti, altrimenti sono guai”.

Ma cosa manca per sbloccare questa vicenda dei crediti?
“In realtà la questione è assai complessa. Tutto verte sui dipartimenti. A volte, i crediti sono incagliati tra dipartimenti diversi. Capisce che tutto diventa più complesso, ingarbugliato”.

Lei venti giorni fa ci disse che mille stipendi erano a rischio...
“E lo sono ancora. Già non è stato possibile pagare la quattordicesima, a fine mese si dovrebbero pagare gli stipendi, ed entro la fine di luglio la società deve versare 6,5 milioni di ritenute previdenziali. Insomma, se non si sbloccano quei crediti, l'azienda è nei guai”.


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