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Il ritratto

La parabola di Ciancimino jr

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, Cronaca
Ciancimino è tornato a casa. L'hanno accompagnato dopo la concessione dei domiciliari. Per un attimo, in una controluce che ha messo insieme oggi e ieri, è apparso l'ectoplasma di suo padre. Non era più Massimo, l'ex icona dell'antimafia celebrata da magistrati e fratelli di vittime. Era Vito senza la sua smorfia crudele. Ma con la stessa ombra e con le stesse catene.
Vito Ciancimino non è mai stato né un uomo libero, né felice. Glielo si leggeva in faccia, nella sua faccia stravolta e sibilante. E nei documenti di repertorio la tristezza e l'odio risaltano. Sì, il potere. Sì, la possibilità di sputare sul mondo. Ma anche un'angoscia che strozza la gola. La paura di non esserci domani. Il laccio al collo della mafia. Vito Ciancimino è una maschera tragica perpetua, un caso patologico da manuale che andrebbe mostrato nelle scuole. I calchi in bianco e nero delle sue espressioni variabili mostrano, senza margine di errore, l'identico filo identitario,  gli effetti devastanti da abuso di cosca. Fai sempre una brutta fine. E, mentre costruisci il tuo patibolo,  non ti godi i semplici piaceri della vita.

Chi è Massimo? E' una domanda che abbiamo percorso in lungo e in largo senza dare mai una risposta definitiva. Il dato oggettivo è visibile nella sofferenza della carne e dei lineamenti. E' un elemento di scena che prescinde dal furore e dalla pietà. Ciancimino junior è un uomo distrutto. Coloro che lo hanno condotto in alto sulle ali di una retorica a buon mercato, si apprestano a finirlo. Funziona così nel libro della mafia e dell'antimafia, nella storia siciliana dei vasi comunicanti da un emisfero all'altro. In nessun altrove c'è la stessa rapidità del vento che muta e che trascina i corpi e le anime dalla gloria alla sciagura. Se l'è meritato? Ci spiace, ci sottraiamo ancora una volta al giudizio. Non raccogliamo in bocca "il punto di vista di Dio", come cantava De Andrè. Noi scattiamo foto per parole e immagini. Nell'ultima luce del giorno, abbiamo visto il fantasma del padre dentro le scarpe del figlio.


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