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La mossa dei legali

Ciancimino, istanza di scarcerazione
Ma i pm si oppongono alla richiesta

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I legali di Massimo Ciancimino hanno presentato una nuova istanza di scarcerazione per il loro cliente, detenuto dal 22 aprile scorso per avere calunniato l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e poi raggiunto da un'altra misura cautelare per detenzione di materiale esplosivo. La Procura di Palermo ha dato parere negativo. Nella richiesta depositata al Gip Fernando Sestito, che già una volta ha detto no alla liberazione del figlio dell'ex sindaco mafioso, gli avvocati hanno sostenuto che Ciancimino avrebbe chiarito la vicenda relativa all'esplosivo trovato nella sua abitazione subito dopo il fermo. Negli ultimi interrogatori il presunto testimone della trattativa tra Stato e mafia, cambiando versione, ha raccontato di avere avuto la dinamite a scopo intimidatorio da uno sconosciuto, a Bologna, e di averla portata a Palermo in auto. Parte dei candelotti sarebbe stata sepolta in giardino; il resto l'avrebbe dato a un amico, Giuseppe Avara, pure lui indagato, che gli avrebbe detto di essersene disfatto.

Una storia diversa da quella riferita inizialmente da Ciancimino che aveva detto di avere avuto i candelotti a Palermo da un uomo che glieli avrebbe recapitati a casa. Il figlio dell'ex sindaco mafioso è stato messo a confronto con Avara, ma le versioni dei due, divergenti sin dall'inizio dell'indagine, continuano a non essere compatibili. Ciancimino insiste nel riferire che l'amico gli disse di averlo buttato in mare il pacco, Avara sostiene di avere raccontato a Ciancimino di avere gettato l'esplosivo in un cassonetto. Dei candelotti mancanti, comunque, non è stata ancora trovata traccia. Per i pm dunque Ciancimino non avrebbe ancora detto tutto quello che sa della vicenda, tanto che sarebbero ancora molti gli elementi da chiarire: valutazione che ha indotto la Procura a dare parere negativo alla liberazione. Sull'istanza il Gip deciderà nei prossimi giorni.

(Fonte ANSA)


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