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Bilancio, Festino e Gesip
Ultimi giorni prima del caos

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bilancio, comune, presidenza consiglio comunale, Cronaca
Il consiglio comunale torna al lavoro per una corsa contro il tempo: varare il bilancio entro il 13 luglio per salvare il Festino di Santa Rosalia e poter usare i 45 milioni stanziati dal governo per la Gesip. Al ritorno da Roma, il sindaco Diego Cammarata aveva invitato Sala delle Lapidi a far presto con la manovra che prevede 600.000 euro per le celebrazioni della patrona della città e per le quali, al momento, non è possibile stilare un programma definitivo. D’altro canto, anche i lavoratori della Gesip attendono con ansia l’approvazione del bilancio senza il quale i soldi dell’esecutivo nazionale (stralciati dalla manovra, arriveranno con un provvedimento ad hoc) non potrebbero essere usati. Il 16 luglio scadrà la seconda proroga, finanziata grazie a un’ordinanza della Protezione Civile, e se i 45 milioni non dovessero essere calati in bilancio la città tornerebbe a essere messa a ferro e fuoco.

I lavori d’Aula riprenderanno stasera e domani sera, mentre la seconda sessione andrà dal lunedì al mercoledì della prossima settimana. Questa mattina la conferenza dei capigruppo deciderà cosa discutere prima fra i documenti propedeutici, anche se il centrodestra spinge per affrontare subito il nodo del Piano triennale delle opere pubbliche. Approvato in ritardo dalla giunta e arrivato in commissione soltanto ieri, potrebbe essere esitato oggi e quindi approdare a Palazzo delle Aquile in tempi brevissimi. I sessanta giorni di pubblicazione sono trascorsi e questa volta un gruppo di cittadini ha deciso di presentare un’osservazione per proporre lo stralcio del progetto del centro commerciale interrato di viale Campania. Il progetto, al centro di una dura polemica, potrebbe rivelarsi una brutta gatta da pelare per il consiglio, che in caso di depennamento dal Piano potrebbe doverne risponderne legalmente ai progettisti.

"Il divario tra ciò che è effettivamente realizzabile e ciò di cui la città necessita, inserito nel programma triennale sprovvisto allo stato di reale copertura finanziaria, è la più evidente dimostrazione dell’incapacità dell’Amministrazione di organizzare e gestire il territorio, di reperire risorse per gli investimenti, di produrre riqualificazione e nuove occasioni di lavoro", ha dichiarato Nadia Spallitta, presidente della commissione Urbanistica che ha già annunciato il proprio voto contrario al Piano. "L’elenco annuale – continua la Spallitta - finanziato con fondi dello Stato, della Regione e con una piccola quota di due milioni di euro del comune e nessuna nuova risorsa europea, prevede tra l’altro opere pubbliche programmate e munite di finanziamento da circa 10 anni, che l’Amministrazione Cammarata non è stata capace di attuare. Le principali opere riguardano stanziamenti per circa 50 milioni di euro dei noti fondi ex Gescal, che da anni transitano da programma triennale a programma triennale, senza che gli interventi di urbanizzazione che riguarderebbero Borgonuovo, lo Zen e lo Sperone si siano mai concretizzati".

Roberto Immesi


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