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Livio Marrocco (Fli)

"Da Alfano parole importanti
Adesso aspettiamo un segnale"

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angelino alfano, livo marrocco
“Un atto politico importante. Non possiamo che accoglierlo con molto interesse”. Le parole sono del capogruppo del Fli all'Ars Livio Marrocco. E il riferimento va al discorso di Angelino Alfano, dopo la nomina a segretario politico del Pdl.

Onorevole Marrocco, che cambia con la nomina di Alfano?
“Al di là della persona, e io ho sempre avuto un ottimo rapporto personale, sarà importante capire cosa farà da adesso in poi”.

Qualcosa già oggi l'ha detta...
“E ha detto cose importanti, certamente. Ha parlato di un nuovo centrodestra, di una rifondazione attorno a un progetto politico nuovo”.

E voi siete interessati.
“Certo. Anche perché queste parole danno credito a quanto da noi detto più volte, negli anni in cui abbiamo condiviso la nostra azione politica col Pdl”.

Cioè? Cosa confermerebbero quelle parole?
“Che il Pdl così com'era, non funzionava, non andava. La stessa necessità della nomina di un segretario dimostra come il partito fosse troppo verticistico, senza una struttura, una organizzazione. Mancava, insomma, la sostanza”.

E adesso, insisto, che cambia con Alfano?
“Questo lo dirà il tempo. Se Alfano farà seguire i fatti alle parole, allora noi saremo pronti”.

Insomma, siamo già entrati, secondo lei, nel “dopo Berlusconi”?
“Io direi che le parole di Alfano aprono a una nuova stagione”.

Un siciliano al vertice del partito più grande d'Italia. Che significato ha per la Sicilia?
“Questo lo vedremo”.

Lei usa di nuovo il “futuro”. Già nel corso della presentazione del coordinamento del Nuovo Polo lei disse: “Attenzione, attendiamo di capire cosa succede nel centrodestra”.
“Esatto, è proprio così. Tutti continuano a soffermarsi sulla nostra possibile alleanza col Pd. Ma si dimentica che nel centrodestra si potrebbero aprire scenari nuovi”.

E la nomina di Alfano può essere decisiva in questo senso?
“Assolutamente sì. Ma, come le dicevo, bisognerà vedere quanto i fatti corrispondano alle parole”.

Allora partiamo dalle parole. Alfano ha parlato della necessità di “recuperare i moderati”. Si riferiva solo all'elettorato o anche ai partiti?
“Io credo che lui abbia voluto tracciare un nuovo percorso, ha gettato le basi per la costruzione di un nuovo soggetto politico”.

Allora, se si parla di moderati, in Italia come in Sicilia, non si può non guardare al Nuovo Polo: Udc, Fli, Mpa. Siete tutti “moderati” in fondo.
“Sì, lo siamo. E se Alfano si riferiva anche a noi, siamo pronti. Aspettiamo segnali. Ma segnali concreti”.

Il ministro, nel dire che “il Sud può farcela da solo”, ha anche respinto l'idea di un Mezzogiorno che  si presenta a Roma col cappello in mano. Lei pensa ci fosse un riferimento anche al Comune di Palermo e alla recente vicenda Gesip? Insomma, un “avvertimento” all'attuale classe dirigente del partito?
“Anch'io la leggo così. O almeno, mi auguro che sia così. Se Alfano vuole davvero rilanciare e riformare il centrodestra dovrà per forza partire anche dall'attuale classe dirigente. In alcuni casi si è dimostrata inefficiente ed eticamente criticabile. In un certo senso ci dà ragione. E si potrebbe ripartire da lì”.

Anche in Sicilia?
“Ovviamente anche in Sicilia. È noto che non siamo in buoni rapporti col Pdl siciliano”.

Quindi, lei attende un segno di cambiamento anche lì.
“Se Alfano vuole dare consequenzialità alle parole e ricostruire il partito, deve passare anche dalla Sicilia.”.

Scusi, ma dove va a finire l'alleanza col Pd in Sicilia?
“Non è questo il momento di parlarne”.


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