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La nomina

Alfano è il segretario politico del Pdl:
"Il Sud può farcela da solo"


alfano, pdl
Il senso della svolta è nelle parole con le quali Silvio Berlusconi accoglie il guardasigilli Angelino Alfano al Consiglio nazionale del Pdl: “Angelino, devi essere tu a impegnare le tue giovani forze al servizio di tutti noi”. La giovani forze di Angelino da Agrigento, quindi, per risollevare un partito ferito dalle amministrative, indebolito dal referendum e lacerato dalla pretese dell'alleato leghista.
Angelino Alfano è il segretario politico del Pdl per acclamazione. E il suo discorso alla platea degli azzurri non dimentica il Sud: “Credevo e credo che il Sud potesse avere un destino - ha detto - non del piagnisteo né del venire a Roma col cappello in mano, ma che dovesse riscattarsi da solo. Credo che il Nord e il Sud debbano stare insieme, sapendo che il Nord produttivo porta avanti il nostro destino in Europa". E tra le righe emerge la fresca polemica sui fondi elargiti dal governo all'amministrazione palermitana per risolvere la vicenda Gesip.

Non è mancato, ovviamente, un tributo al “mentore”: “Caro presidente, questa mattina il mio papà mi ha portato il santino della mia prima campagna elettorale. Era la primavera del 1994 - ricorda Alfano - e mi ero candidato al consiglio provinciale di Agrigento. Avevo finito i miei studi a Milano ed ero un giovane di 23 anni che credeva nel bipolarismo, credevo nel suo progetto di società, presidente Berlusconi, dove chi ha talento e merito deve farsi avanti". "A 23 anni vidi in tv un imprenditore che aveva il sole in tasca, sentii una musica, un jingle - prosegue -, e vidi un uomo che mi spinse alla mia prima campagna elettorale, che mi spinse ad aderire a Forza Italia. Lo decisi unilateralmente, senza parlare con Berlusconi, perché lui lo vedevo in televisione, lo vidi in quello splendido annuncio del gennaio del 1994. Credevo in quell'uomo e in quella musica".
Il premier aveva già “ricambiato”, definendo Alfano un “uomo generoso, leale, un ragazzo intelligente che non mente mai. Questa è un'investitura prebiscitaria".

Poi, si è parlato dei progetti, dei programmi del partito, con i ringraziamenti rivolti, oltre che ai tre coordinatori (“se si fossero impuntati, non sarei stato nominato segretario”), anche a Scajola e Matteoli. “Io credo – ha detto Alfano - nel biporalismo, nella democrazia e trasparenza, nella necessità di riformare lo Stato, nel principio fondante della libertà dall'oppressione fiscale".
"La manovra economica" è stata fatta pensando "ai figli dei italiani affinché non siano i figli a pagare. Abbiamo fatto tutto il possibile, tutto ciò che la crisi ci ha consentito di fare" dice Alfano. "Che cosa abbiamo fatto noi in questi anni? Siamo stati riformatori in tempo di crisi. Abbiamo fatto tutto quello che era possibile e che la crisi ci consentiva di fare. Questa è la verità. Questo è il periodo delle formiche e non delle cicale e noi ci siamo impegnati per fare tutto ciò che era possibile" per non far ricadere "sui nostri figli il peso di un paese al disastro".
Insomma, i giovani, il futuro. Questa la svolta voluta dal partito, da consegnare al Paese in vista dei prossimi test elettorali: “Noi proteggeremo – ha detto Alfano - il tenore di vita degli italiani e il loro benessere. Dobbiamo dare una chance anche ai loro figli. Che il benessere vogliono conquistarselo. Per questo dobbiamo diventare il partito del merito e del talento. Altrimenti non vincono i migliori".

“Tra i nostri valori c'è la vita – ha aggiunto -. Siamo laici e cattolici, ma tutti noi crediamo che qualcuno possa dare e togliere la vita, ma quel qualcuno non è il Parlamento. Da noi ci sono uomini coniugati e separati, ma tutti credono che il nucleo essenziale sia la famiglia composta da uomo e donna. Tra i valori che ispirano il Pdl c'è la famiglia naturale, composta da un uomo e da una donna. Noi siamo – ha concluso alfano - per la lotta all'evasione fiscale. Senza angherie. Per fare sì che ciascuno paghi il giusto ed evitando che i furbetti non paghino facendo pagare il conto alle persone oneste”. Tra gli applausi, il nuovo segretario politico del Pdl ha lasciato la parola al ministro Franco Frattini.


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