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La diretta di Livesicilia

Palazzotto (Sel): "Vince la chiarezza"
Musotto: "Il premier ha sbagliato tutto"

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“Il dato più evidente che si evince da questa consultazione elettorale è che il centrosinistra quando si presenta con un profilo chiaro e con il meccanismo delle primarie, diventa competitivo e in grado di scrivere pagine di storia differente da quello che abbiamo visto negli ultimi anni.” Lo ha detto
Erasmo Palazzotto il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, intervenuto nell’analisi di voto nel corso della prima parte della tavola rotonda organizzata da Livesicilia, e alla quale hanno preso parte anche Pippo Russo dell’Italia dei Valori, Mario Parlavecchio dell’Udc e Salvino Caputo del Popolo della Libertà. “Perché a Milano e Napoli si sta vincendo in maniera schiacciante. Si sta riproponendo la stagione dei sindaci che oltre a poggiarsi alle forze politiche, fanno riferimento anche a ciò che c’è fuori dai partiti. Si deve cercare di andare oltre il sacro regime della politica”. Queste le parole di Pippo Russo, a rappresentanza della voce di una delle compagini politiche emergenti in questa competizione elettorale. Ma attenzione alle rivendicazioni, da Palazzotto e Russo parte l’affondo combinato al PD siciliano e alla sua attuale strategia: “C’è chi a sinistra cambia le cose senza essersi ben informato, perché da certe dichiarazioni sembra quasi che questa vittoria sia frutto di quello che si sta facendo in Sicilia – continua Russo – Mentre qui la condizione del centrosinistra ha penalizzato la politica nel suo complesso, perché pone l’Idv nella condizione di esser l’ unica forza di opposizione. A Bagheria per esempio, manca addirittura il simbolo del Pd perché spaccato nella scelta dei candidati sindaci. Il nostro desiderio sarebbe stato quello di una presentazione unitaria”.

Gli fa eco Palazzotto: “Quando la politica smette di parlare dei contenuti allora cominciano a contare più gli uomini delle proposte. In Sicilia dobbiamo discutere sulla grande questione morale, bisogna fare una riflessione su cosa è diventata la politica oggi”. Ma se la sinistra vince a livello nazionale non è detto che lo stesso destino veda sorgere in Sicilia, SeL e Idv che pongono paletti ben saldi per un possibile futuro governo regionale e che non vede un compromesso con Lombardo, l’MPA e tutto il sistema che rappresenta. Ma il Terzo Polo? “Io ho grandissimo rispetto per il Terzo Polo, ma non abbiamo visioni convergenti su certi punti, e non di poco rilievo” – afferma Erasmo Palazzotto, più dubbioso invece l’approccio di Pippo Russo: “Quali sono i contenuti del Terzo Polo? Cosa vuole? È intenzionato a portare avanti la classica politica dei due forni? A parte che poi ci sono differenze dentro il Terzo Polo stesso, con alcuni esponenti che hanno chiuso ad ogni possibile alleanza con Idv e Sel.” Dubbi e cautela che però investono anche una delle formazioni del Terzo Polo: “Noi facciamo una politica che guarda a tutte le formazioni per un’ alternativa reale al governo berlusconiano. Ma questo solo con chi riconosce i principi e valori della nostra società cattolica. – sostiene Mario Parlavecchio dell’Udc - Non vorremmo mai passare da determinate realtà che neghino la nostra storia e la nostra realtà, in questo caso saremmo noi ad essere contrari a queste alleanze.”

A rappresentare la parte del vero grande sconfitto, Salvino Caputo del PDL(nella foto), che ammette: “Dovere di ogni dirigente è di ammettere quando si perde. Il Pdl ha perso ovunque, non so se a causa di Berlusconi, significa che il partito deve fare autocritica. In molte città abbiamo sbagliato candidato e campagna elettorale, ci sono stati toni troppo accesi su temi che non riguardavano i cittadini. Questo impone una diversa selezione candidati. Va cambiato anche il modo di fare politica, bisogna tornare a fare politica con la gente”.

Un’autocritica cui si associa un altro esponente di primo piano del Pdl, Francesco Scoma, che pone l’attenzione sul mancato radicamento del partito sul territorio: “Siamo stati fermi per tre anni, solo da pochi mesi abbiamo rimesso mano all’organizzazione del Pdl. Sono stati scelti dei candidati con scarso appeal, che sono stati praticamente buttati in mezzo alla gente senza sapere cosa fare, come nel caso della Moratti o di Lettieri”.

La sconfitta nelle urne fa gongolare Fds, che secondo il deputato regionale Michele Cimino “aveva visto giusto quando si è staccata dal Pdl. Nel centrodestra è mancata una regia, serve tornare al territorio e costruire cartelli elettorali che sappiano dare risposte ai cittadini. A Palermo siamo entrati a far parte dell’amministrazione Cammarata, scelta non condivisa da Micciché che però ci permetterà di avviare un percorso comune che ci porti alle prossime elezioni”.

Una batosta elettorale che ha fatto sorgere anche nel centrodestra la proposta di indire delle primarie per la scelta dei candidati e dei dirigenti, sposata dall’assessore del comune di Palermo Raoul Russo (Pdl): “ Bisogna avviare una profonda riflessione nel partito e, come ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, va cominciato un ragionamento su eventuali primarie nel centrodestra. Dobbiamo ricostruire un’alleanza dei moderati, recuperando il rapporto col Terzo polo che non può essere alleato del Partito Democratico”.

Una tesi non condivisa dal deputato regionale del Pd Pino Apprendi, che vede nell’asse fra i democratici e i partiti del Terzo polo la soluzione ideale per le prossime elezioni, a prescindere dalle vicende giudiziarie di chi lo rappresenta: “Sel e Idv non possono sottovalutare quanto accaduto in Sicilia, dove abbiamo frantumato il centrodestra. Non potremo vincere da soli in Sicilia, il centrosinistra così com’è non ce la farà. L’alleanza col Terzo polo invece potrà garantirci la vittoria. Propongo un governo politico a tempo alla Regione, che raggiunga alcuni obiettivi programmatici e si proponga per le prossime elezioni”.

A sostenere la necessità della ricomposizione del centrosinistra è invece l’Idv, che con de Magistris appare come uno dei vincitori di questa tornata elettorale. “Non basta spaccare il centrodestra, dobbiamo costruire alleanze fra soggetti che condividano valori e progetti e rappresentino una valida alternativa a Berlusconi, Lombardo e Cammarata”, ha detto il vice coordinatore regionale Salvatore Messana, ex sindaco di Caltanissetta. “C’è una profonda differenza fra le esperienze amministrative di Enzo Bianco, di Leoluca Orlando e del sottoscritto con quelle del centrodestra. Il Pd sta perdendo un’occasione importante di costruire un’alternativa. Se il Pdl capisce di avere sbagliato, perché non lo fa il Partito Democratico?” . Un rapporto difficile con i democratici confermato dal coordinatore regionale dei dipietristi Fabio Giambrone: “Siamo riusciti a individuare candidati comuni con Sel, mentre abbiamo incontrato enormi difficoltà nel dialogo con i democratici. Abbiamo ricevuto parecchie mail di elettori del Pd che ci chiedono maggiore unità, perché se stiamo insieme possiamo farcela. A Ragusa siamo uniti e lì penso che faremo risultato importante. A Porto Empedocle invece siamo stati costretti ad andare da soli. Ci vuole un centrosinistra aperto ai movimenti e alla società civile”.

L’Udc e l’Mpa cantano vittoria, sulla scorta dei primi risultati che arrivano dalle urne siciliane, e individuano in Berlusconi la causa della debacle del Pdl. “Il centrodestra è in frantumi, proverà a ricostruire un’alleanza con l’Udc ma la nostra posizione è chiara: prima di qualunque ragionamento, è necessario che il premier si faccia da parte. Quando si perdono le elezioni, bisogna trarne le conseguenze”, spiega il deputato regionale dei casiniani Totò Lentini. Per il capogruppo dell’Mpa all’Ars, Francesco Musotto, “Berlusconi ha sbagliato tutto: dai candidati all’impostazione della campagna elettorale. O Berlusconi rivede in maniera radicale l’impostazione del partito o il declino continuerà”. Una critica severa che non risparmia i democratici: “Il Pd fa ridere i polli quando dice di aver vinto: de Magistris ha detto chiaramente che non vuole il Pd. Lettieri non aveva alcuna personalità, invece de Magistris si impone, è uno che fa sognare le persone. Quando nel 2001 andai da solo alle comunali a Palermo, dissi a Berlusconi che non era un mio problema personale, ma Cammarata non era in grado: era senza esperienza o passione, non conosceva città e le conseguenze si sono viste”. E sull’ipotesi che Leoluca Orlando (Idv) si candidi, dice: “Se Orlando si candida sono contentissimo, è una persona che stimo. Anche nel 2001 o nel 2007 c’è sempre stato un feeling, ha dato un’anima a Palermo: la sua sarebbe una candidatura di peso. In questo momento può candidarsi dove vuole: Orlando e Di Pietro sono due cose diverse, Orlando ha una sua storia e un suo impegno”.

Continua ancora Musotto sulle vicende giudiziarie di Lombardo: “Il governo Lombardo non è mai stato solido come adesso. Evidentemente tutte queste esitazioni sul suo rinvio a giudizio è la prova che non c’è nulla di concreto. Poi si vedrà quando ci sarà un rinvio a giudizio. Se Lombardo avesse avuto un problema giudiziario sarebbe venuto fuori. Anche la nomina di Genchi come suo consulente non è fuori luogo e se ha accettato quest’incarico, un motivo ci sarà”. Dello stesso parere anche il segretario regionale del Pid, Nino Dina che afferma: “In Sicilia auspichiamo elezioni al più presto, il governo regionale non funziona. Per il dopo-Cammarata, non oserei ancora esprimere una nome.” Più esplicito invece Antonio Marotta di Rifondazione Comunista: “Orlando potrebbe essere un’ottima risorsa, e comunque la sinistra è in grado di esprimere validissimi candidati”. Sul risultato elettorale continua: “ E’ stato un successo straordinario, di portata non prevedibile e che attesta la volontà della maggioranza dei cittadini ad un forte cambiamento. Ricordo che a Milano e Napoli i candidati erano tutti espressi dalla sinistra, e questo malgrado il silenzio stampa operato in questa maniera così architettata. In Sicilia dobbiamo riscontrare ancora un’onda lunga, come il mare in tempesta che arriva in ritardo. Mentre in Italia c’è un chiaro vento di cambiamento, in Sicilia ci sia attesta ancora su posizioni moderate di stampo centrista".


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