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Al Comune di Palermo

Occhi puntati su Gesip e Tarsu
Il Pd annuncia battaglia


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, Politica
La Gesip rischia di tornare nell’occhio del ciclone. La prossima settimana, infatti, arriverà in consiglio comunale la delibera voluta dal sindaco Diego Cammarata per destinare l’aumento del gettito Tarsu a un’ulteriore mini-proroga in favore della società ex municipalizzata, ma il Partito Democratico annuncia le barricate con la presentazione di centinaia di emendamenti per destinare i soldi all’abbassamento della tassa sui rifiuti urbani.

Il 5 giugno, infatti, le casse della Gesip saranno nuovamente a secco e la giunta aveva perciò previsto nel bilancio mandato a Sala delle Lapidi circa cinque milioni. Un escamotage per dare al governo nazionale un altro mese di tempo per inserire nella manovra estiva la norma che dovrebbe dare un risposta definitiva alla crisi delle aziende palermitane. Ma i progetti del primo cittadino sono saltati a causa del Piano triennale delle opere pubbliche, atto propedeutico al bilancio che è stato esitato in ritardo dalla giunta e che non potrà essere approvato dal consiglio comunale prima del 20 giugno. Una brutta tegola per Cammarata, che rischia di dover affrontare nuovamente la rabbia dei lavoratori che difficilmente accetteranno di restare due settimane senza alcuna garanzia per gli stipendi a causa dello slittamento del bilancio.

La giunta allora è dovuta ricorrere a una delibera, che arriverà a Palazzo delle Aquile la prossima settimana, che aumenta a 1 il coefficiente del costo del servizio che attualmente è fissato allo 0,9246 e permetterà di svincolare dal costo del servizio i cinque milioni, ricavati dalla lotta all’evasione, e di liberarli in bilancio.

“L’intenzione della giunta – dice Davide Faraone, capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi - è quella di utilizzare queste somme, attraverso lo strumento del debito fuori bilancio, per pagare la mensilità di giugno ai lavoratori Gesip. Noi intanto aspettiamo ancora di conoscere il piano industriale e di ricevere i soldi da Berlusconi. Né l’uno e né gli altri arriveranno e la delibera che il sindaco ci chiede di approvare in consiglio è la prova provata. Sia chiaro, le maggiore entrate della Tarsu, ben cinque milioni di euro, devono servire esclusivamente per abbassare la tassa sui rifiuti, così da premiare famiglie e imprese oneste, e non per altre operazioni”.

Faraone lancia anche un appello alle forze sociali ed economiche per condividere “questa battaglia di equità e di giustizia sociale, ma anche ai lavoratori Gesip che dovranno rifiutare facili strumentalizzazioni, comprendendo che il sindaco non sta proponendo nulla che risolva strutturalmente il loro problema, ma prende solo tempo per rinviarlo di mese in mese in attesa della scadenza del suo mandato”.


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