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Dopo l'impugnativa del ddl

La Cgil scrive a Lombardo: "Evitare opportunismi"


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Cgil e Flc siciliane hanno scritto al presidente della Regione, per sollecitare "un tavolo politico nel cui ambito stabilire criteri oggettivi di valutazione per la mobilità negli enti di formazione professionale". "Questo - sottolineano, nella nota a Lombardo - per non dare spazio ad ambiguità e opportunismi che finiscano con lo scaricare sull'amministrazione regionale e sui lavoratori i costi di cattive gestioni".

"Si sta verificando -
scrivono Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia, e Giusto Scozzaro, segretario della Flc regionale - l'avvio delle procedure di mobilità da parte degli enti, per un numero di lavoratori superiore fino al 30 per cento rispetto alle previsioni legate ai tagli al comparto". "In questo contesto - aggiungono - l'esame congiunto preliminare alla mobilità si sta rivelando sempre più difficile, per l'assenza di dati e parametri certi". Da qui la richiesta di Cgil e Flc all'Esecutivo regionale di "criteri oggettivi".

Pochi giorni fa Cgil e Flc avevano già denunciato "la tendenza di alcuni enti a disattendere l'accordo del 14 aprile". "Un'intesa - affermano Maggio e Scozzaro - che, avendo una portata riformatrice forte, presuppone un'assunzione di responsabilità di tutti riguardo ad un settore in profonda crisi, a partire dal governo regionale che deve accelerare le procedure di erogazione dei finanziamenti". "Cosa che non sta accadendo - rilevano - col rischio che questa riforma, dalla gestazione difficile e dal parto travagliato, resti al palo". "Per questo - ribadiscono - chiediamo vigilanza e regole certe".

Sull'impugnativa del commissario dello Stato di una parte della legge sulla formazione, Cgil e Flc rilevano che, "per quanto si tratti di una norma che avrebbe una utilità, avevamo già sollevato il dubbio che una legge regionale potesse andare in deroga a una legge dello stato".


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