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A Palermo

Un dibattito sulla diversità culturale nel Mediterraneo

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La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO annuncia il convegno La Diversità Culturale del Bacino Mediterraneo, che si terrà a Palermo sabato 28 maggio, ore 9, (Società Siciliana per la Storia Patria, Piazza san Domenico 1), organizzato in collaborazione con la Fondazione Roma-Mediterraneo, da tempo impegnata su questi temi sia in Italia che nei Paesi mediterranei.

L’iniziativa si inscrive nella Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo che cade a maggio di ogni anno. Il tema è stato individuato alla luce del violento radicalizzarsi dei conflitti nei Paesi della costa settentrionale dell’Africa, che mettono profondamente in discussione gli assetti geopolitici del Mediterraneo, nonché la capacità di accoglienza e di solidarietà dell’Unione Europea e dell’Italia.

Insieme al Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, e al Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Roma-Mediterraneo, rappresentanti delle istituzioni italiane ed esponenti della società civile italiana ed internazionale - il sen. Pietro Marcenaro, l’on. Souad Sbai, la scrittrice Nawal El Saadawi, il regista Andrea Segre, il Prof. Alberto Melloni tra gli altri - si riuniranno dunque sulle rive del Mare Nostrum, a pochi chilometri da quel luogo di accoglienza e conflitto, di miracoli e tragedie, che è oggi l’isola di Lampedusa, per confrontarsi sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione, delle pari opportunità, degli stili di vita e del dialogo interreligioso e interculturale, ribadendo con forza la pari dignità di ogni cultura.

Da millenni sulle rive del nostro stretto, infinitamente piccolo pezzo di mare (se comparato alle abissali distanze atlantiche) - un magico lago, come lo definisce lo scrittore marocchino Tar Ben Jelloun -, confluisce ogni cosa: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni. Insomma, modi di vivere che, nella loro molteplice diversità, costituiscono un’identità comune.

“Una identità comune che diviene oggi sempre più indispensabile valorizzare, non solo perché in essa si ritrovano le radici della nostra civiltà; non solo perché nell’area del Mediterraneo si gioca il futuro del nostro sviluppo economico; ma anche e soprattutto perché sulle rive del Mediterraneo si determinano oggi i destini della pace che resta il primo e fondamentale obiettivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: l’UNESCO.” afferma Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

“Noi italiani - dichiara Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma-Mediterraneo - siamo, prima che europei, uomini del Mediterraneo. Il Mare Nostrum è la culla della nostra civiltà, in cui le differenze rappresentano una ricchezza, perché concorrono a definire un’unità nella diversità, un’identità fondata su valori comuni. La nostra Fondazione - prosegue Emanuele - promuove il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. Un’area dalle potenzialità enormi, che può giocare un ruolo importante nel mondo di domani, tanto più adesso che ha riscoperto i valori della democrazia e della libertà”.


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