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La decisione della commissione verifica poteri

Catalano rischia il seggio all'Ars
L'ultima parola spetta ai colleghi


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La commissione verifica poteri dell'Ars ha deliberato la decadenza del deputato Santo Catalano (Pid) per "incandidabilità originaria": l'ultima parola adesso spetta all'Aula, che si esprimerà nelle prossime settimane a scrutinio segreto.

Catalano era subentrato a sala d'Ercole al deputato Fortunato Romano, ma subito dopo il suo arrivo a Palazzo dei Normanni è emersa - attraverso un esposto - una sentenza in base alla quale il politico non poteva essere candidato: Catalano aveva patteggiato in appello una condanna a un anno e 11 mesi per abusivismo edilizio e, in concorso, per abuso d'ufficio.

"Abbiamo acquisito due pareri da parte dell'Avvocatura dello Stato che hanno portato la commissione ad assumere una decisone", ha detto il presidente dell'Ars Francesco Cascio, al termine della riunione della commissione. "Abbiamo svolto il nostro ruolo in maniera sempre imparziale - ha aggiunto - immagino che l'aula sarà chiamata a pronunciarsi entro fine giugno".

In caso di decadenza di Santo Catalano, lo scranno andrà al primo dei non eletti nella lista del Mpa nel collegio di Messina: Marcello Bartolotta. La commissione oggi si è riunita in 'udienza pubblica': c'é solo un precedente 'a porte aperte' e risale al '98, quando fu discussa l'incompatibilità dell'onorevole Giovanbattista Bufardeci, allora deputato e sindaco di Siracusa. Ma in quell'occasione l'aula non è arrivata a pronunciarsi perché Bufardeci si presentò a Sala d'Ercole già dimissionario.


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