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il caso dei fondi alle cliniche private

L'ira di Massimo Russo:
"Sospendo il decreto"


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"Si è costruita una strumentalizzazione politica e mediatica per un provvedimento amministrativo che fa parte di una precisa logica di sistema, adottato nell'interesse esclusivo degli utenti, che non favorisce in alcun modo le cliniche private e che è il frutto di approfondite riunioni e di concertazioni sindacali con tanto di verbali pubblici che chiunque può consultare. Ed è grave che a sostegno di certe tesi vengano pubblicati dati palesemente falsi che travisano la realtà".

L'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, che ha deciso di sospendere in autotutela l'efficacia del decreto con il quale viene assegnato il budget 2011 alle case di cura convenzionate, spiega le motivazioni che stanno alla base del provvedimento con il quale viene prevista per le case di cura la facoltà di svolgere attività ambulatoriale per garantire agli utenti la continuità assistenziale senza che questo possa comportare in alcun modo un aumento del budget fissato.

"E' necessario innanzitutto smentire i dati che sono stati pubblicati sul quotidiano "La Repubblica" - afferma Russo -. Le case di cura convenzionate nel corso degli ultimi 5 anni hanno avuto una riduzione del budget complessiva di 38 milioni di euro, pari al 7%. Si è passati, infatti, dai 499 milioni di euro del 2006 ai 461 del 2011. Nel 2008, in particolare, il taglio è stato di ben 55 milioni perché si è dovuto recuperare il taglio non operato nel 2007 dal precedente governo; nel 2009 il taglio è stato di 56,5 milioni di euro e nel 2010, grazie agli ottimi risultati economico - finanziari conseguiti con il Piano di Rientro, ci sono stati i primi incrementi del budget che hanno riguardato tutto il comparto privato, dalle case di cura alla specialistica convenzionata. Voglio ricordare che si è trattato delle decurtazioni imposte dal Piano di Rientro e che sono anche stati tagliati gli extrabudget che venivano generosamente concessi dai precedenti Governi regionali. E' ovvio che gli aumenti all'aggregato di spesa riguarderanno per il 2011 anche i convenzionati esterni, alcuni dei quali hanno adombrato il sospetto che quest'assessorato voglia fare favoritismi: anche i convenzionati esterni, parallelamente, hanno subito nell'ultimo triennio i pesanti tagli imposti dal Piano di rientro ed è giusto che adesso possano vedere riconosciuti i propri sacrifici: il relativo decreto sarà pronto nei prossimi giorni e probabilmente, se i due decreti fossero stati emanati contemporaneamente, non ci sarebbe stata nessuna sorpresa e nessun sospetto".

"L'aumento delle tariffe delle prestazioni per le case di cura su cui è montata un'altra incomprensibile strumentalizzazione - spiega ancora Russo - è stato concesso "una tantum", d'accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, per consentire il pagamento ai dipendenti delle case di cura dei benefici economici contrattuali del periodo economico 2006 - 2010 che oltretutto gravano sulla Regione solo per il 40% mentre il restante 60% è a carico degli stessi lavoratori (20%) e delle case di cura (40%). Il provvedimento è analogo a quello già adottato da numerose regioni italiane".

"Quanto alla facoltà concessa alle cliniche di svolgere attività ambulatoriale è appena il caso di aggiungere - continua Russo - che già 26 case di cura erano state accreditate, in passato, per svolgere questo tipo di attività e che al decreto deve fare seguito un successivo provvedimento con il quale si disciplina l'attività. Tutti i provvedimenti sono perfettibili ma non accetto l'accusa che stia lavorando per garantire gli interessi di una o dell'altra categoria e i risultati ottenuti, insieme alla credibilità nazionale che la Sicilia ha saputo conquistarsi, sono la migliore testimonianza di come abbiamo saputo riscattare l'immagine compromessa della nostra terra. La logica che ha ispirato il sistema è quella di garantire al paziente la continuità assistenziale ed evitare che sia costretto a pagare di tasca propria le visite specialistiche che precedono e spesso seguono i ricoveri nelle case di cura private: in questo modo si accorceranno i tempi di ricovero, si ridurranno le inappropriatezze dei ricoveri, sarà ampliata l'offerta al cittadino e contestualmente si ridurranno i tempi delle liste d'attesa".

"All'amico e presidente della VI Commissione dell'Ars Giuseppe Laccoto - conclude Russo - dico che certi toni, pur spiegabili con una situazione politica stressante per il duro lavoro d'Aula imposto dall'esame di Bilancio e Finanziaria, non sono consoni e sembrano semmai indirizzati a ben altri obiettivi che poco hanno a che fare con il sistema sanitario. I miei uffici hanno ritenuto che questo decreto fosse di pertinenza assessoriale perché non riguarda logiche di programmazione e pertanto non era obbligatorio l'esame della commissione assembleare. Pur tuttavia, per il rispetto nei confronti delle istituzioni parlamentari che ho sempre avuto, e per favorire un ulteriore approfondimento e una auspicata condivisione del provvedimento, adottato - lo ripeto - nell'interesse generale e per favorire la crescita del sistema sanitario, ho deciso di sospenderne l'efficacia in autotutela".


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