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La sentenza

Il boss ha diritto alla sua intimità


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bagno, lo piccolo, privacy, Cronaca
Il boss mafioso Salvatore Lo Piccolo, detenuto nel carcere milanese di Opera, ha diritto a non essere videosorvegliato mentre, nella sua cella, è alla toilette. Lo ha confermato la Cassazione - con la sentenza 16402 - respingendo il ricorso del pubblico ministero del tribunale di Milano che sosteneva la necessità, per motivi di sicurezza del detenuto, di mantenere la videosorveglianza per il boss anche quando si appartava per esigenze fisiologiche. La Cassazione, che già aveva affrontato questo caso annullando con rinvio l'ordinanza che aveva convalidato la videosorveglianza totale nei confronti di Lo Piccolo, sottolinea che "mediante feritoie ed oblò" si possono effettuare su Lo Piccolo "controlli fisici diretti" a "prevenire possibili aggressioni alla persona del detenuto" anche rispetto "ad atti autolesivi".

In tal senso si era già espressa, fanno presente i supremi giudici, la direzione del carcere di Opera. Con questa decisione la Suprema corte, per la seconda volta, conferma il diritto di Lo Piccolo, già sottoposto alla misura del 41 bis, a mantenere preservata "l'intimità e la sua riservatezza".


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