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Prosegue la protesta dei dipendenti Cefop

Strade bloccate, cassonetti ribaltati
"Siamo disperati, non abbiamo scelta"


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Via Imperatore Federico è rimasta chiusa al traffico per qualche ora. I cassonetti ribaltati, il loro contenuto per strada. "Signorina, con le buone maniere abbiamo ottenuto qualcosa? Se non facciamo così non ci ascolta nessuno". Ecco cosa risponde una dipendente del Cefop, ente accreditato alla formazione fino a ieri sera, quando l'approvazione del Prof 2011, ha invece sancito il "congelamento" del centro. E proprio gli uffici dell'assessorato all'istruzione dove ieri la Cri ha approvato il documento continuano ad essere presidiati dai dipendenti dell'ente, che per domani mattina hanno già annunciato nuove azioni di protesta.

Dicono di non essere "violenti" ma "indignati". Accusano l'assessore all'Istruzione di non aver fatto nessuna "rivoluzione" all'interno della formazione: "È un moralizzatore a corrente altrnata". Nel Prof restano gli enti che sì, hanno pagato il Durc (documento unico regolarità contributiva), "ma i cui dipendenti da 12 mesi non ricevono lo stipendio. Loro sarebbero in regola e noi invece no?". Quella dei dipendenti dell'ente è una corsa contro il tempo. Chiedono di ripescare una vecchia legge, la 12/2002 che fu utilizzata per gli appalti pubblici. Una legge che legava il pagamento del Durc alla ricezione dei fondi da pare della Regione. Una norma che potrebbe, per il momento, salvare l'ente.

Ma innanzitutto i lavoratori pensano al posto di lavoro e ricevere i salari che non vedono da quasi un anno: "Non riceviamo stipendi da 10, 11 mesi. Io ho arretrati del 2009, qualcuno anche del 2003" racconta un operatore. Qualcuno minaccia pure di gettare via la tessera elettorale, anche se durante l'assemblea permanente è arrivata la raccomandazione "di non farsi influenzare da alcuni deputati che hanno annunciato di essere disposti ad avvicinarsi".

Qualcuno mostra una lettera dell'Inps, in cui risultano 5 mila euro di debito, per non aver pagato 12 mensilità del mutuo. "Non ho niente da perdere!" grida invece in assemblea una giovane donna disposta a protestare anche a Pasqua: "Sono sotto sfratto, ho mandato i miei figli da alcuni parenti perché non ho niente da dare loro". Ma da quanto annunciato dai dipendenti non ci saranno proteste durante le vacanze Pasquali: "In quei giorni – spiega uno – non ci ascolterebbe nessuno". Da martedì, se nel frattempo non ci saranno novità, sarà nuovamente giorno di mobilitazione.


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