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Il riesame

"Vitrano, permangono possibilità
di inquinamento delle prove"


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gaspare, Vitrano, Cronaca
Per il Tribunale del Riesame permangono "fortissime possibilità di inquinamento delle prove" da parte di Gaspare Vitrano, il deputato regionale del Pd arrestato a marzo per concussione mentre stava ricevendo una presunta mazzetta da un imprenditore del fotovoltaico. Per questi motivi per il Riesame permangono le esigenze di custodia cautelare ma ai domiciliari perché il deputato è incensurato. Il Riesame ha inoltre puntualizzato che eventuali interessi nel fotovoltaico da parte di Vitrano che ha una società assieme a Piergiorgio Ingrassia, anche lui arrestato, e il deputato regionale Api Mario Bonomo, non possono comunque essere presi in esame per valutare l'ipotesi di reato di concussione. Il deputato aveva infatti giustificato la mazzetta come i proventi dei suoi investimenti.

"Le insidiose e prevaricanti modalità della condotta fanno trapelare - si legge nelle dodici pagine del provvedimento del tribunale - la peculiare propensione alla strumentalizzazione della pubblica funzione a fini privati ed è tale circostanza che rende evidente il rischio di ripetizione di ulteriori e analoghe condotte delittuose". I giudici definiscono "estremamente probabile il coinvolgimento di Vitrano nella ingiusta, minacciosa e soverchiante pretesa" rivolta all'imprenditore costretto, secondo l'accusa, a pagare una mazzetta al politico per ottenere lavori in sub appalto nel cantiere fotovoltaico di Roccamena, nel palermitano. Il tribunale ha accolto al tesi del pubblico ministero Maurizio Agnello che aveva chiesto l'inutilizzabilità dei risultati delle indagini difensive svolte nell'interesse di Mario Bonomo, deputato regionale il cui nome salta fuori nell'indagine. "Si tratta di documentazione - scrivono i giudici - che allo stato non può essere utilizzata poiché essa riguarda un soggetto del quale non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati".


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