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L'intimidazione

Lettera di minacce a Lumia
Lui: "Non mi fanno paura"


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"Voi ci avete tolto la terra, noi vi toglieremo la vita. Non abbiamo premura, il tempo è nostro amico. Finirà questa attenzione e voi siete soli e morti pezzi di m.. Viva la mafia". E' il messaggio intimidatorio inviato al senatore del Pd Giuseppe Lumia, in prima linea nella battaglia per il feudo Verbumcaudo, confiscato al boss Michele Greco. La lettera minatoria con due ritagli di giornale è stata fatta recapitare a Roma presso l'ufficio del Senato all'ex presidente della Commissione antimafia. Più volte Lumia ed il sindacalista della Cgil Vincenzo Liarda sono stati oggetto di pesanti intimidazioni da parte della mafia, che non ha digerito le loro denunce e il loro lavoro per evitare che il bene ritornasse in mano dei mafiosi. Il feudo fu confiscato da Giovanni Falcone negli anni '80 e per un lungo periodo non fu riutilizzato a fini sociali a causa di un'ipoteca. A Lumia è arrivata la solidarietà dei parlamentari Sonia Alfano (Idv) e Carlo Vizzini (Pdl).

Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso ''la più— profonda vicinanza e solidarietà" all'ex presidente della Commissione Antimafia. ''Il Senato della Repubblica e tutte le Istituzioni -ha  sottolineato il presidente Schifani - sono e saranno sempre al fianco di chi si batte per la legalità contro la piaga della criminalità organizzata''.

"La guerra contro Cosa nostra ha bisogno di un impegno concreto e costante. Le mafie vanno colpite al cuore, privandole dei loro patrimoni e disarticolando il loro potere nei territori. E' quanto abbiamo fatto a Polizzi Generosa insieme al sindacalista Vincenzo Liarda, ai sindacati, alle istituzioni. Minacce di morte non ci fanno paura. E' la mafia che deve avere paura dello Stato e della società civile". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, destinatario di una lettera di minacce di morte. "La vicenda del Feudo Verbumcaudo - aggiunge Lumia - sembra la storia di un film, invece è incredibilmente vera: un feudo appartenuto a un vecchio nobile siciliano diventa dominio del boss Michele Greco fino a quando viene confiscato dal giudice Giovanni Falcone. Da quel momento lo Stato non riesce né ad utilizzarlo a fini istituzionali, né ad assegnarlo alla società civile a causa di un'ipoteca". Per Lumia "una situazione di stallo che faceva comodo a Cosa nostra interessata a ritornare in possesso del bene e a mantenere inalterato il proprio dominio sul territorio". "Questo era inaccettabile - aggiunge - Abbiamo, quindi, deciso di denunciare gli interessi della mafia e iniziare un faticoso e quotidiano lavoro per consentire il riuso sociale del bene". "Oggi - conclude Lumia - l'ipoteca è stata cancellata. Tuttavia il fine ultimo non è ancora stato raggiunto. Verbumcaudo deve essere assegnato alla società civile e trasformato in una risorsa di legalità e sviluppo per il territorio. Solo allora potremo ritenerci soddisfatti".


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