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Lo spauracchio delle elezioni

L'arma finale del presidente


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elezioni, lombardo, Politica
(rp) Raffaele Lombardo è uomo che sa stare al mondo. In questo mondo. Ha capito che solo una parolina può salvarlo dal precipitoso concatenarsi degli eventi. E l'ha pronunciata. Anzi, l'ha sussurrata: "Elezioni". Quel sussurro è stato più forte di un terremoto. Ha avuto l'effetto del battimani che ferma musica e maestro. Perché, in tanta incertezza, almeno una certezza c'è: qui le elezioni non le vuole nessuno. E non è soltanto un fatto di sondaggi che danno le principali forze bipolari in palese difficoltà. Gli eserciti che dovrebbero affrontare la battaglia delle urne appaiono malmessi, mentre i cervelloni di Demopolis premiano proprio l'Mpa. Il Pd, dopo la nota di Bersani (nella foto) e Lupo dovrà comunque ricostruire la propria credibilità in Sicilia e altrove. Il Pdl è alle prese col complesso tramonto di Berlusconi. Elezioni? Pussa via.

Oltretutto, Lombardo sta già costruendo il suo orizzonte politico col nuovo movimento che sorgerà dalle ceneri del vecchio. Una squadra accreditata di numeri e spessore, capitanata da un ricandidabile Raffaele, che potrebbe ridare linfa all'esangue Terzo polo, ammesso che siano i terzopolisti ad aggiudicarsene l'appannaggio nel mercanteggiamento politico, disciplina in cui il governatore è tanto abile. Il paradosso è dunque servito. Chi vuole scalzare Lombardo, rischia di rovinare con lui. E non è questo il tempo del coraggio.


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