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La nota con Lupo. Il Pd molla?

Lombardo, l'alt di Bersani:
"Riconsiderare tutto"


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Che a Roma i mal di pancia per la vicenda siciliana si facessero sempre meno sopportabili era cosa che in casa Pd si sussurrava da giorni. Oggi pomeriggio, con un comunicato congiunto, Pierluigi Bersani e il segretario regionale Giuseppe Lupo hanno preso una posizione forte sulla vicenda Lombardo. “I provvedimenti della Procura della Repubblica di Catania, recentemente assunti nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Iblis’, suscitano preoccupanti interrogativi che, al di là degli sviluppi giudiziari, investono il ruolo istituzionale del presidente della Regione siciliana – si legge nella nota -. Questi fatti richiedono una riconsiderazione della situazione politica nel governo della Regione e della iniziativa del Pd”.

Parola d'ordine, rivedere tutto. Il paziente lavoro che aveva portato mese dopo mese, tra mille polemiche interne, all'abbraccio tra i democratici siciliani e Raffaele Lombardo, potrebbe andare in fumo. Sul punto, fanno sapere Lupo e Bersani, “saranno convocati a breve gli organismi dirigenti siciliani con la partecipazione della segreteria nazionale”.

Il feeling dei democratici con Lombardo non ha mai suscitato salti di gioia nei palazzi romani del partito. Già un anno fa, dopo l'esplosione del “caso Lombardo”, a seguito delle notizie pubblicate da Repubblica, Bersani aveva mandato in Sicilia un suo emissario, Maurizio Migliavacca, che aveva tirato energicamente il freno a mano su ogni ipotesi di alleanza politica col governatore indagato. Ma i siciliani del Pd, mese dopo mese, si erano mossi in altra direzione, concordando le loro mosse con la stessa segretaria nazionale, spinti dall'orientamento predominante nel gruppo parlamentare guidato da Antonello Cracolici, che con Beppe Lumia rappresenta da sempre l'anima più “dialogante” con il politico di Grammichele. A loro si erano aggiunti gli ex Dc di Innovazioni, politicamente sedotti nella bella stagione scorsa da Lombardo. Si era spianata la strada per una nuova maggioranza, che aveva partorito il Lombardo quater, governo tecnico sostenuto in modo determinante dal Partito democratico. Che, fino a non molti giorni fa, ancora invocava, con Cracolici, l'ipotesi di un governo politico.

L'aria è cambiata, repentinamente. È bastato un avviso di conclusione delle indagini, fatto che, nella sostanza, non molto aggiunge al quadro già noto da mesi. Che però è stato sufficiente per far ripartire gli strali quotidiani degli “amici” a sinistra del Pd, dipietrisiti e vendoliani, impegnati in uno stillicidio continuo contro i democratici. Che anche dentro casa, hanno visto tornare sugli scudi le voci tradizionalmente critiche verso l'alleanza con Lombardo, da Enzo Bianco a Giovani Burtone, da Bernardo Mattarella a Ignazio Marino.

"E' giusto che gli organismi del Pd affrontino la vicenda immediatamente – ha commentato a caldo Cracolici - ed è giusto che lo facciano insieme con la segreteria nazionale del partito. Dobbiamo valutare la situazione e capire come portare avanti il percorso di cambiamento che abbiamo avviato in Sicilia". Lo stesso Cracolici, in un'intervista a Repubblica, oggi teorizzava una “terza via” che, escludendo un governo politico, permettesse però di mantenere in vita questa giunta regionale per non far “brindare Berlusconi e Alfano”. Anche Beppe Lumia concorda con la posizione espressa dai due segretari: "La scelta di Bersani e di Lupo - dice l'esponente del Pd - mi trova pronto perché da tempo sottolineo che questa sfida senza precedenti sulle riforme, già realizzate e da realizzare, debba essere liberata da qualunque strumentalizzazione". Pure Lumia, però, sottolinea che bisogna evitare il ritorno al potere del centrodestra. Come? Qui casca l'asino.

Sì, perché trovare in concreto la famosa “terza via” è impresa ardua. Dopo l'uscita di oggi pomeriggio, le possibilità che in casa Pd Roma chieda a Palermo di staccare la spina al governo Lombardo impennano (senza i 27 voti democratici non esiste maggioranza all'Ars). Qualcuno, e non da oggi, ha ipotizzato la via d'uscita dell'autosospensione del governatore, con l'affidamento del timone della giunta a Giosuè Marino. Potrebbe essere questo l'escamotage per sventare la fine anticipata della legislatura col conseguente tutti a casa, particolarmente doloroso per il Pd che sa bene di non poter confermare la sua pesantissima rappresentanza nella prossima legislatura. Ma fra il dire e il fare, c'è di mezzo Lombardo.

Toccherà ancora una volta al paziente lavoro di mediazione del segretario Giuseppe Lupo trovare  la quadra in un partito sempre più in agitazione. L'unico, a onor del vero, rimasto in Sicilia al riparo da scissioni, malgrado Raffaele Lombardo. Un primato che i democratici intendono conservare.


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