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Buono socio sanitario

La rabbia degli indigenti


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bonus socio sanitari, protesta, Cronaca
Stanchi, disperati e soprattutto arrabbiati. Il comune di Palermo non ha ancora erogato i bonus socio-sanitari per le famiglie con soggetti non autosufficienti a carico e in città scoppia di nuovo la protesta, con blocchi prima in via Lincoln e poi in via Roma, di fronte la Ragioneria generale del comune, e il traffico andato in tilt. L’assessore comunale alla Politiche sociali, Raul Russo, ha incontrato i manifestanti sostenendo che fino al 27 aprile non potrà dare certezze sulla compilazione della graduatoria, indispensabile per l’erogazione delle somme.

"Siamo trattati come dei porci, è una vergogna", dice Rosario D’Amico che questa mattina si trovava a manifestare insieme ad altre trenta famiglie all’incrocio fra via Lincoln e il corso dei Mille. "Io sono disoccupato, lo è anche mia moglie e ho mia sorella a carico, che è invalida al 100%. Il bonus arriva sempre in ritardo, noi non ce la facciamo più a tirare avanti. Mia sorella prende appena 400 euro di pensione al mese, come si fa a vivere così?". Non è la prima volta che il bonus socio-sanitario, un assegno di oltre 2.000 erogato annualmente in due rate semestrali a famiglie con soggetti anziani o disabili a carico, scatena la protesta in città a causa dei ritardi nei pagamenti. Basti pensare che le somme del 2008 sono state erogate con due anni di ritardo, quelle del 2009 solo l’anno scorso e quelle del 2010 devono ancora essere stanziate. Ritardi che pesano come un macigno per le famiglie indigenti che non sanno come andare avanti.

Mouttaki Khallo è un marocchino di 44 anni, invalido, rimasto senza genitori e parenti. «Mi hanno riconosciuto l’invalidità nel 2008 e non ho ancora ricevuto nulla, non so come fare, vivo solo grazie a Biagio Conte e alla solidarietà di chi mi conosce». Storie di ordinaria disperazione, che sembrano tutte simili e che portano inevitabilmente all’esasperazione. Stamane hanno provato a farsi ricevere dall’assessore Russo, che però ha rimandato tutto a dopo il 27 aprile. "E noi come facciamo a passare serenamente la Pasqua?", si sfoga Giovanni Alamia, sulla sedia a rotelle. "L’assessore ci ha detto di parlare con il Ragioniere generale che però ci ha detto di non poter far nulla, vogliono diminuirci l’importo degli assegno e darci dei buoni o l’assistenza domiciliare, ma io a casa mia non voglio nessuno, ho già chi bada a me».

Qualche mese sono state scoperte centinaia di pratiche false, che hanno portato il comune ad avviare rigorosi controlli sugli effettivi beneficiari del bonus, ma da allora è tutto fermo. «Capisco che debbano fare i controlli e infatti abbiamo aspettato oltre un mese – Rosario D’Amico -ma adesso sono passate altre tre settimane e non ci danno notizie, siamo costretti a bloccare tutto e a protestare, altrimenti non ci ascoltano».


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