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Operazione della polizia

Mafia e droga, blitz a Catania
Affari da 30mila euro al giorno


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, Cronaca
Investigatori della squadra mobile della Questura di Catania hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare contro una ventina persone ritenute far parte di un'associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti e armata, ritenuta contigua alla fazione del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Secondo l'accusa, il gruppo, grazie alla protezione della cosca, si era imposta nei confronti di altre organizzazioni spacciando cocaina e marjiuana nel centro storico di Catania utilizzando un articolato sistema di vedette e pusher, attivo 'no stop', 24 ore su 24. Gli spacciatori controllavano un crocevia del popolare e storico rione San Cristoforo di Catania: le immagini dei sistemi di sorveglianza hanno documentato che preparavano dosi di stupefacente e giravano armati in presenza di minorenni e estranei all'interno di uno stabile che utilizzavano come base operativa. Agli indagati, a vario titolo, é contestato il traffico e lo spaccio di droga e anche la detenzione di armi. Nell'operazione, ancora, in corso, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, sono impegnati circa 200 agenti della polizia di Stato, coadiuvati da unità cinofile antidroga e da un elicottero.
Sono 24 gli indagati raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere dall'operazione antidroga della squadra mobile della Questura di Catania.

Riuscivano a incassare tra i 20mila e i 30mila euro al giorno vendendo cocaina e marijuana e servendosi di una rete di pusher che operava nello storico rione San Cristoforo di Catania 24 ore al giorno su 24. Il supermercato della droga, gestito da un gruppo vicino alla cosca Cappello-Bonaccorso che ha legami con la famiglia Lo Piccolo di Palermo, era sempre aperto e a chiuderlo ci ha pensato la squadra mobile di Catania a conclusione di due anni di indagine sui 'Carateddi', con l'inchiesta 'Revenge 2'. Complessivamente sono 24 le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi emessi dal Gip Giuliana Sammartino su richiesta dei sostituti della Dda di Catania, Pasquale Pacifico e Lina Trovato. Diciassette persone sono state arrestate e a altre sette l'ordine di custodia cautelare è stato notificato in carcere perché detenute per altra causa. Ai vertici dell'organizzazione, secondo l'accusa, c'era Giuseppe Alessandro Platania, affiancato nella gestione da Domenico Querulo, nipote del boss Orazio Privitera, e da Giuseppe Montagna, imparentato con i fratelli Finocchiaro. Durante le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e di telecamere, la squadra mobile ritiene di avere sventato un omicidio: la polizia ha notato che il gruppo si stava armando e che si stava preparando a entrare in azione, ma agenti hanno eseguito dei controlli nel rione a scopo precuazionale, facendo rientrare il presunto gruppo di fuoco.

(Fonte ANSA)


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