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il governatore tra inchiesta e bilancio

I venti giorni di fuoco
che Lombardo dovrà affrontare


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(di Alfredo Pecoraro, Ansa)

Venti giorni. Un lasso di tempo in cui Raffaele Lombardo rischia di giocarsi tutto dal punto di vista politico e personale. In venti giorni dovrà convincere la Procura di Catania che lui non ha commesso alcun illecito che giustifichi una eventuale richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, da cui dipende la tenuta della maggioranza che lo sostiene, e quindi il governo.

E sempre entro venti giorni dovrà chiudere il bilancio 2001 della Regione siciliana prima della scadenza, il 30 aprile, dell'esercizio provvisorio. In molti, nei corridoi del Palazzo, sussurrano già l'ipotesi che se la trattativa con Roma su fondi Fas e compartecipazione alla spesa sanitaria fallirà, il governo sarà costretto a presentare un bilancio (l'esame in aula è stato fissato al 21 aprile) con tante falle da indurre il commissario dello Stato a impugnarlo, avviando, come prevede l'art.8 dello statuto autonomo, la procedura per il commissariamento della Regione e lo scioglimento anticipato dell'Assemblea regionale siciliana.

Insomma, due missioni importanti per Lombardo, in una fase politica complicata. Tra gli alleati aumenta di giorno in giorno la platea degli ''imbarazzati''. Nel Pd gli anti Lombardo sono alla finestra, e anche Fini, che finora l'aveva sempre ''difeso'', ieri a Trapani ha annunciato che il suo partito è pronto a fare un passo indietro se Lombardo sarà rinviato a giudizio. E intanto i tentativi di alleanze in vista delle amministrative di primavera naufragano, col terzo polo finito già in soffitta e i partiti in ordine sparso.

Ma già quella di domani, per il leader Mpa che sogna un nuovo partito meridionalista e autonomista, potrebbe essere una giornata cruciale. Il suo assessore all'Economia, Gaetano Armao, tenterà durante la sua missione a Roma di ottenere in extremis i fondi Fas che servono per coprire il deficit sanitario e chiudere il bilancio 2011, anche se tra lacrime e sangue. I riflettori sono tutti puntati su Tremonti: vestirà i panni del Cavaliere bianco o quelli del cecchino? Nel piatto ci sono circa 600 milioni di euro, ossigeno per le casse colabrodo della Regione, che ha un buco di un miliardo di euro, oltre il''rosso'' difficile da quantificare, delle tante società pubbliche.

In questa situazione, Lombardo, tuttavia, non cambia la sua linea verso Berlusconi, anzi attacca il premier proprio sul tema della giustizia. Avverte che ''non farà come il presidente del Consiglio'', cioè, ''non sparerà a zero'', ne' ''farà comizi attorno alle aule dei tribunali'' per difendersi dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. ''Sono convinto - sostiene il governatore - che esaminando gli atti emergerà l'inconsistenza dell'accusa che, per carità, si è dovuta portare avanti da parte di una magistratura che fa il proprio lavoro e il proprio dovere''.


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