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La replica di Raffaele Lombardo

"Non ho aiutato la mafia"


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"Ho appreso da una agenzia e dai miei legali che acquistare i faldoni dell'inchiesta costerebbe 8 mila euro. Si tratta di una sorta di enciclopedia di circa 80 mila pagine, di cui forse poche decine mi riguardano, e vorrei capire come si fa in venti giorni a leggerle tutte". Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, nel suo blog Internet, sull'inchiesta Iblis, in cui è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

"Come sempre riprendono vigore le polemiche da parte di una certa politica che comincia una battaglia strumentale e aggressiva per dare addosso al governo regionale e a me - aggiunge il governatore e leader del Mpa - come è giusto che sia, ormai non replico alle polemiche. Vedremo queste carte e valuteremo se c'é una consistenza e una realtà al di là delle parole. Devo dire di averne viste alcune, quelle che sono state ampiamente distribuite alla stampa e che hanno parlato di mafia, di arresti, fino a sentire però che non ci sono elementi per condurre l'accusa nei miei confronti: così abbiamo letto il 3 novembre da parte della Procura di Catania".

Ho sempre "detto tutto quello che ho fatto" perché "non ho alcunché da nascondere", "se avessi incontrato il demonio in persona direi 'ho incontrato il demonio', salvo poi magari verificare, ad esempio, che l' ho incontrato per caso o che è venuto in casa mia sotto le mentite spoglie di una persona per bene", continua il governatore. "Nessun faldone, atto o carta - aggiunge il leader del Mpa - potrà contenere il contrario: io a Cosa nostra catanese o internazionale non ho prestato aiuto o sostegno, né per un appalto o un incarico, o un'assunzione, o una raccomandazione o un favore. Questo emergerà tranquillamente e serenamente".

"Io contribuirò fino in fondo - spiega Raffaele Lombardo - perché la verità si affermi e quello sarà un momento molto importante per me, per il mio impegno e per la mia onorabilità e affidabilità agli occhi dei siciliani e della mia famiglia".

Infine, una nota polemica e politica. Il governatore della Sicilia "non farà come il presidente del Consiglio", cioé "non sparerà a zero", né "farà comizi attorno alle aule dei Tribunali" per difendersi dall'accusa di concorso esterno all'associazione mafiosa ipotizzata dalla Procura di Catania. Lo afferma lo stesso presidente della Regione e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, nel suo blog su Internet. "Mi fa piacere che si sia detto autorevolmente che il deposito degli atti non è il rinvio a giudizio e io sono più che convinto che esaminando gli atti emergerà l'inconsistenza per una accusa che, per carità, si è dovuta portare avanti da parte di una magistratura che fa il proprio lavoro e il proprio dovere. Non mi farò prendere - annuncia il governatore della Sicilia - dalla tentazione che possiede il Presidente del consiglio di sparare a zero e fare comizi attorno alle aule dei tribunali. Io ci sono andato - conclude Raffaele Lombardo - ho chiesto di essere sentito e ho reso testimonianza, in altre occasioni, quando sono stato invitato a dare ogni contributo perché emerga e si confermi la verità delle cose".

(Fonte ANSA)


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