Live Sicilia

I casi Cuffaro e Lombardo

La storia di due presidenti
e le tifoserie sugli spalti


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Due presidenti. Uno in carcere a scontare una condanna definitiva. L'altro oppresso da un'ombra che agita fatti molto gravi. Totò Cuffaro si professa innocente. E' un suo diritto, ma è un nostro diritto credere di più a una sentenza della Cassazione e ricavarne le conseguenze logiche in termini di sanzione sociale. Raffaele Lombardo dice che dimostrerà la sua immacolatezza. E' un suo diritto, ma è un nostro diritto pensare che, nel frattempo, l'istituzione da lui rappresentata è schiacciata da un macigno che non fa bene alla nostra terra. Tuttavia, non sono solo i (diversissimi) guai di due presidenti a minacciare il decoro della Sicilia. Sono gli stessi siciliani, quando dimenticano la realtà, in nome di partito e di partigianeria.

Prendiamo il caso Cuffaro. Il dubbio è legittimo in democrazia. Apprezzabile è l'umana compassione. Ma spesso si va oltre, anche nei commenti su Livesicilia. I siciliani che ci leggono (alcuni) scrivono di complotti e soffrono di una singolare doppiezza. Poiché amano Totò, gridano la propria sfiducia nella magistratura giudicante. E poi si dichiarano fan dei pm, quando invocano il carcere per Raffaele. Garantisti per un condannato in Cassazione, forcaioli per un indagato. Non è forse uno strano strabismo? Non è una patologia collettiva la rimozione della verità? L'ex presidente Cuffaro ha commesso reati odiosi. E' stato complice, con un sistema di potere di collusioni, del saccheggio della Sicilia. Sarà anche doloroso dirlo per taluni, però deve essere detto. E non si tratta di trafiggere un uomo che soffre. La pietà per il vinto in cella (da moltiplicare per i vinti di ogni cella, con molto meno agio mediatico) si può esprimere, a patto che si inizi da un dato certo: Salvatore Cuffaro è colpevole.

Prendiamo la vicenda Lombardo. Per mesi gli amici suoi e non della ventura hanno sputato fiele contro l'informazione. Indagine? Macché! Manovra politica fu. Livesicilia è stato accusato contemporaneamente di essere Cuffariano e Lombardiano, alternativamente contro l'uno e contro l'altro. Vuol dire che siamo onesti. Però siamo anche preoccupati. Il solo racconto di una importante vicende giudiziaria ha scatenato le ire degli aficionados del politico di Grammichele. Guastatori. Nemici dell'inclita rivoluzione. Al soldo del re di Prussia. Non sono mancati gli epiteti sul viso della stampa che ha fatto il suo dovere.

Ora, noi potremmo dire: l'avevamo detto. Preferiamo di gran lunga continuare a scrivere e raccontare con un filo di sgomento. Da qui vediamo masse tifose, capaci di calpestare giustizia, buonsenso e decenza, pur di sostenere il punto che conviene o il personaggio che politicamente sorreggono. E, certo, vorremmo costruire qualcosa di buono, cominciando a ragionare tra le macerie con gli uomini davvero liberi di questa terra. Esisteranno? Non lo sappiamo. Finora ha vinto la legge immutabile che ci condanna.  Come sempre i più efficaci carnefici della Sicilia sono i siciliani.


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