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La protesta

Eas, si chiudono i rubinetti dell'ente
I dipendenti infuriati occupano la sede


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dipendenti, eas, occupazione, Cronaca
Si fa sempre più incandescente il clima all'Eas, l'Ente acquedotti siciliani. Oggi, i dipendenti dell'Ente in liquidazione dal 2004 hanno occupato la sede di via Giacomo del Duca, a Palermo, chiedendo un incontro con l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, perché, si legge in una nota, “preoccupati per il loro futuro e per la situazione economico-finanziaria dell'ente, in condizioni fallimentari, con gravissime ripercussioni sull'approvvigionamento idrico dei 40 comuni siciliani ancora gestiti”. Incontro che, dopo l'intervento della Digos, sembra essere stato fissato per la prossima settimana.

In particolare, i dipendenti ancora in carico all'Eas chiedono che venga “definito il percorso di trasferimento presso altri enti e uffici regionali come previsto dalla legge regionale 10 del 2000, assicurando pari dignità e pari diritti con i colleghi già trasferiti”. Dei 437 lavoratori, infatti, più della metà è già approdata alla Regione lasciandosi, di fatto, alle spalle la situazione di crisi che sta travolgendo l'Ente ormai “assediato da creditori con una situazione prossima al collasso”, lamentano i sindacati. Dal 2004, infatti, l'Eas ha cominciato a cedere a ditte private parte delle sue attività primarie, come la gestione di laghi, pozzi, potabilizzatori, grandi sistemi idrici, oltre alla distribuzione al minuto, mantenendo una parte delle competenze e creando, in pratica, una non proficua confusione gestionale. Risultato, una situazione di criticità che i commissari hanno proposto di risolvere trasferendo attività e personale alla Regione.

Al momento nelle casse dell’Eas entrano i 14 milioni di euro di Palazzo d’Orléans destinati a pagare il personale, i 7,4 milioni per l’acquisto dell’acqua da Sicilacque Spa, e secondo quanto stimato dai commissari, un eventuale passaggio di mano della gestione alla Regione comporterebbe un risparmio di quasi 6 milioni di euro. Intanto, a causa della mancanza di liquidità, l’Enel ha tagliato la fornitura di energia elettrica ad alcuni piani della sede dell’ente.  Sede sulla quale pende, tra l’altro, un mandato di sfratto esecutivo. A questa situazione si aggiunge poi l’impossibilità del regolare invio di fatture agli utenti, dovuta alla sospensione del servizio da parte della società incaricata di stampare le bollette.

Insomma, una crisi che lega le mani del commissario liquidatore, il quale attende come unica soluzione lo scorporo della gestione, che tuttavia non appare cosa immediata.

“Condividiamo la protesta dei lavoratori dell’Eas, preoccupati per le sorti del loro posto di lavoro”, afferma Gianni Borrelli della Uil Sicilia, che aggiunge: “Da mesi chiediamo un incontro all’assessore Armao ma sino ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna risposta. La situazione dell’Ente è catastrofica, per questo chiediamo un incontro urgente e l’attivazione di un tavolo tecnico per studiare soluzioni vere e concrete per la salvaguardia dei circa 200 lavoratori”.


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