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Vinitaly, la Sicilia è protagonista


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Ancora un Vinitaly con la Sicilia fra i grandi protagonisti quello che si terrà a Verona dal 7 all'11 aprile. E per la Fiera di Verona, organizzatrice dell'evento dedicato al vino più importante d'Europa, il 45° della sua storia, con 150 mila professionisti del settore e oltre 4.500 espositori, l'immenso Padiglione Sicilia si conferma uno dei maggiori  asset.

In numeri: più di 200 aziende distribuite su 170 stand per una superficie di ottomila metri quadrati, e per il consolidato  appeal dell'Isola, un vero e proprio continente vitivinicolo, meta di enotecari, giornalisti, buyer e appassionati attratti dalla molteplicità delle proposte enologiche. Numeri che si giustificano con il ruolo che, negli ultimi 15 anni, la Sicilia si è guadagnata, diventando brand di elevato prestigio dell'enologia internazionale che evoca territori di straordinaria vocazione vitivinicola, di lunga storicità e una forte relazione tra produzioni enologiche, cultura, tradizioni e paesaggio. Un'unica grande anima, la Sicilia, dentro tutti i suoi molteplici luoghi, diversi per morfologia, tradizioni, spirito e carattere.

E cosa sono i vini siciliani se non la possibilità di assaporare questa realtà, unica e sfaccettata, armonica e complessa, immobile e in continua evoluzione? Perché bere un bicchiere di vino è come gustare un lembo di quella terra, ingerire un pezzo di storia, cultura e tradizioni. Non basta più il brand Sicilia per capire uno dei suoi vini, perché si tratta dell'unica regione d'Italia a essere così eterogenea. E per comprenderlo, basterebbe soffermarsi sulla valle dell'Etna, un microcosmo che non ha eguali, un piccolo continente a sé, che resiste alle pendici del suo vulcano, e il cui gioco di climi e suoli è tale da creare vini con caratteristiche sempre diverse. È qui che nel 1860 sono state ritrovate ampeloliti (viti), risalenti a diversi milioni di anni prima della comparsa dell' uomo nell'isola.

Parlare dei vini siciliani tout court non basta, ma risulta necessario un viaggio che recuperi di ognuno l''appartenenza a un territorio delimitato, unico e diverso da tutti gli altri. Per questo, anche quest'anno, la Sicilia riproporrà al Vinitaly lo schema utilizzato con straordinario successo nella passata edizione: sempre 17 i territori isolani, segnalati e distinti da un rinnovato gioco di immagini fisse e in movimento che ne individua caratteristiche e peculiarità. Terre dove razze e culture hanno convissuto o lottato, compiendo un suggestivo percorso di storia, arte e folclori, che, con miti e leggende, si lega ai luoghi, ai prodotti tipici e ai vini, ridiventando colori, profumi e sapori.

Un melting pot, che da Occidente a Oriente (i due spiriti irriducibili), dall'estrema punta ovest, Pantelleria, a quella a est, lo stretto di Messina, vale la pena di attraversare. In tal modo è possibile percepire le diverse identità della Sicilia del vino: non esiste al mondo una terra del vino dove si vendemmia da luglio a novembre. La grande varietà dell'enologia siciliana rappresenta oggi un altissimo valore aggiunto soprattutto per quanto riguarda l'esaltazione delle identità e riconoscibilità dei prodotti. È l' inizio di un nuovo percorso di comunicazione delle diverse identità produttive e territoriali del vino made in Sicily.


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