Live Sicilia

I Love Sicilia, speciale cinque anni

Le corna? Le scopro da me
Grazie alla spia "fai da te"


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I Love Sicilia, investigazioni, spie, I Love Sicilia
C'è il telefono spia, lo spy-phone, per controllare le chiamate e gli sms del partner. Costa intorno ai mille e cinquecento euro, e va a ruba. Ma di strumenti per “investigatori fai da te” ne esistono davvero tanti. Per tutte le tasche. E tutti i gusti. Così, ecco i posacenere e le penne che diventano “spioni in borghese” tra le mura domestiche. E registrano ogni movimento e ogni parola, grazie a una cimice nascosta. E ancora, ecco cravatte e cappellini forniti di microcamera, pen drive in grado di dare un resoconto preciso di ogni tasto battuto e di ogni immagine apparsa sullo schermo del computer. E ancora prese elettriche che fanno piena luce sul tradimento, rilevatori di “sostanze biologiche” degni del Ris di Parma, software in grado di dare un nome ai messaggi anonimi. Lo “spionaggio fai da te” conosce un boom anche in Sicilia.

A questo fenomeno di costume è dedicata la copertina del nuovo numero di I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, in edicola da giovedì 31 marzo, con un'edizione celebrativa dei primi cinque anni di vita della rivista. I punti vendita che commerciano questo genere di articoli si sono moltiplicati negli ultimi anni nell'Isola. E nel servizio di I love Sicilia, i titolari dei negozi specializzati raccontano vari aneddoti legati alla “sorveglianza fai da te”. “Una volta – racconta Nello Di Savio dell'agenzia “Aniello” – vendemmo a un signore siciliano un software in grado di inoltrare al suo cellulare i messaggi inviati dalla moglie. Un giorno ci telefonò infuriato, dicendoci che l'apparecchio non funzionava”. Il motivo? “Lo stesso messaggio che veniva inoltrato a lui, arrivava anche al suo migliore amico...”.

I prezzi degli articoli vanno dai cento ai cinquemila euro. “Devo dire che i siciliani sono un po' più restii ad avvicinarsi a queste tecnologie rispetto, ad esempio, ai clienti del Nord Italia. Ma nell'Isola la tendenza è in netta crescita”, racconta Danilo Palazzolo, fondatore della catena Investigatu.


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