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La discussione in aula

Immigrazione, psicodramma Ars


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Sull' “emergenza umanitaria” di Lampedusa, Raffaele Lombardo ieri ha chiesto unità all'Assemblea regionale. Un intervento durato mezz'ora, in cui il presidente della Regione ha riportato all'Ars quanto appreso a Lampedusa nella visita dei giorni scorsi. Ha chiesto ai parlamentari di “smussare gli angoli”, e al governo nazionale di dare “risposte precise” e di intervenire “tempestivamente”. Il Pd ha parlato invece di una “non volontà” del governo ad intervenire, mentre il Pdl punta il dito sull'intervento militare in Libia voluto dalle forze Europee. Un dibattito con una evidente tensione di sottofondo, quasi uno psicodramma.

“Stazionano a Lampedusa dai 5000 ai 7000 migranti – ha spiegato Lombardo -. Ne sono passati lì dai 18 ai 20 mila. Un Cie che potrebbe ospitare 850 persone ne ospita 1500-2000. Le condizioni di identificazione sono precarie. Li abbiamo visti baciare terra appena arrivati, ma poi si trovano costretti a montare tende improvvisate su quella che ormai è chiamata la "collina della vergogna" sul molo di Lampedusa”.

Il presidente Lombardo ha parlato di “condizioni igieniche incredibili e indicibili”: “Gli uomini che arrivano, che hanno dai venti ai trent'anni, sono affetti da diabete giovanile e da parkinson. All'ex "base Loran" sono stati ricoverate donne e ragazzi”. Ma, come anticipato già dieri mattina, l'emergenza è anche alimentare: “I due pasti al giorno di cui dispongono sono offerti senza regolarità, qualcuno pranza alle dieci del mattino qualcun altro alle diciotto”. “Non ci sono epidemie” ha precisato il presidente, ma le notti passate all'addiaccio possono causare “bronchiti”.

“L'isola – ha poi spiegato – è tunisina a tutti gli effetti: non tanto per la preponderante presenza di cittadini tunisini per le strade, nei bar, ma anche perché le donne e i bambini sono barricati in casa”. Anche alla luce delle due aggressioni denunciate nei giorni scorsi, Raffaele Lombardo ha affermato che “la libertà non è assicurata ai cittadini lampedusani. I pescatori non sono in mare perché non vogliono lasciare in casa da soli mogli e figli”. Ma il discorso del presidente della Regione ha toccato anche il turismo, perché le “disdette del periodo pasquale potrebbero toccare anche il periodo estivo”. “Mi sono offerto di relazionare al prossimo Consiglio dei ministri, dato che ho avuto la possibilità di toccare con mano l'emergenza e anche perché se si parla di Sicilia il presidente della Regione deve essere presente”, Cdm che è stato spostato a giovedì mattina.

“Trasportare altrove i migranti - ha precisato Lombardo - è una misura indispensabile ma insufficiente”. Ed ecco riportare quanto già proposto questa mattina: “Occorrono – ha spiegato – due, tre navi, da crociera, portaerei traghetti, che imbarchino i migranti in arrivo e li identifichi, li perquisisca, li nutrisca, per poi trasportarli alle destinazioni finali. Oppure che le stesse motovedette che accorrono in soccorso dei barconi, trasportino i migranti fino alle coste siciliane”.

E ancora l'aeroporto di Trapani: “Abbiamo chiesto – ha continuato Lombardo - di valutare l'ipotesi di Sigonella, aeroporto militare che consentirebbe la riapertura di Birgi. Anche se già 18 tratte sono state riattivate, non so quanto un cittadino tedesco sia felice di atterrare in un luogo in cui arrivano e partono aerei militari”. E infine su Mineo Lombardo ha ribadito come “i richiedenti asilo che cercano di integrarsi lavorativamente e gli immigrati arrivati da Lampedusa, creano condizioni di sicurezza tali per cui la situazione economica e sociale ne risente”.

“È indispensabile utilizzare toni forti nell'interesse della Sicilia” ha spiegato Lombardo, quasi giustificando le dichiarazioni di ieri mattina, che minacciavano il governo nazionale di “fare l'inferno”. “È giusto che ognuno di noi faccia la sua parte” ha riferito sulla necessità di intervento delle altre regioni, mentre ha esortato il governo nazionale a dare “risposte precise” e ad intervenire immediatamente: “Bisogna agire ma bisogna farlo tempestivamente”. “Spero - ha infine concluso Lombardo - che all'interno dell'Assemblea si smussino gli angoli, pur rimanendo con ognuno con le proprie diversità.

"Un mese fa una delegazione del Pd si era recata a Lampedusa e già allora la situazione era grave - ha commentato, Giacomo Di Benedetto esponente del Pd all'Ars subito dopo l'intervento del presidente della Regione -. Si trattava di una profezia prevedibile. C'è un'incapacità del governo nazionale a gestire la situazione, ma anche una non volontà di intervenire. C'è un clima teso a creare volontariamente l'emergenza - ha continuato Di Benedetto . Se non fosse stato per l'aiuto dato dai cittadini agli immigrati, a cui è stata dato accoglienza e cibo, oggi la situazione sarebbe ben diversa".

Da Santi Formica, deputato Pdl, è partita invece l'accusa all'Unione Europea: “Come mai da anni assistiamo a genocidi di intere popolazioni, ma l'Europa non ha mai alzato il dito?”. Poco prima Formica aveva iniziato il suo intervento accennando al titolo di un giornale: “A loro il petrolio, a noi i disperati”. “Ecco perché - ha spiegato – il governo nazionale non ha voluto la guerra”.


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