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Le intercettazioni

Corruzione, Vizzini è sereno:
"Attendo la verità con fiducia"


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carlo vizzini, corruzione, giustizia, Cronaca
"Se dagli atti giudiziari è emerso che non ho mai conosciuto Vito e Massimo Ciancimino, come posso, di conseguenza, avere parlato con loro?". Se lo chiede il senatore del Pdl, Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali, in relazione alla notizia di nuove intercettazioni riaffiorate su una vasta ragnatela di tangenti. Vizzini è stato sentito dalla Procura di Palermo nel giugno 2009 e, in quell'occasione, ha respinto ogni 'ipotetica accusa' nei suoi confronti. "E' emerso, in atti giudiziari, che non ho mai conosciuto i signori Vito e Massimo Ciancimino, con i quali, conseguentemente, non ho mai parlato". "Ho illustrato dettagliatamente i miei rapporti con il professor Gianni Lapis, collega di università e mio consulente fiscale. Non mi è stato contestato - spiega Vizzini, in una nota - alcun specifico episodio relativo ad appalti o ad affari della società gas. Ho rinunciato alle prerogative parlamentari, fornendo alla Procura lettere private, documenti e tutti i tabulati dei miei conti correnti, al contempo mi sono immediatamente dimesso da componente della Commissione parlamentare antimafia".

"Attendo serenamente la conclusione delle indagini, perché sia fatta verità e giustizia, restando a disposizione della Procura. Peraltro - conclude - ho prontamente sporto denuncia per calunnia a chiunque abbia reso dichiarazioni circa il mio coinvolgimento in affari illeciti".


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