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Giuseppe Scianò, il sicilianista fuori dal coro

"Garibaldi? Non mi somiglia per niente"


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, Cronaca
“Non vedo cosa ci sia da festeggiare”. Secco, lapidario. A dirlo è Giuseppe Scianò, segretario politico del “Frunti Nazziunali Sicilianu”, il movimento politico che mira, per l'appunto, all'indipendenza dell'Isola. Un sicilianista doc, da tempi non sospetti.  “L'annessione a quella che oggi si chiama Padania, l'occupazione della Sicilia, sono stati momenti veramente brutti per i siciliani. Partecipando ai festeggiamenti sull'Unità d'Italia avremmo contribuito alla mitologia del Risorgimento, che è stato fatto diventare tipo la favola di Cappuccetto Rosso. Attenzione, io rispetto chi crede nel mito, però qui si parla di storia”.

E in questa recente e 'revisionata' – secondo il racconto di Scianò – favola di Cappuccetto Rosso, il ruolo del lupo cattivo sarebbe stato giocato dalla Gran Bretagna. Proprio così. “La Gran Bretagna – dice ancora Scianò – ha usato i Savoia per fare uno stato che andasse dalle Alpi al Mediterraneo, ma soltanto per un proprio tornaconto”.

D'altronde, come precisa lo stesso segretario degli indipendentisti siciliani, “i numeri sono chiarissimi. La Sicilia aveva una sua economia, a Licata esistevano diversi consolati. Quando Garibaldi arrivò in Sicilia trovò ben tre Università. La Sicilia possedeva già la copertura della linea del telegrafo, era al pari delle Nazioni più moderne d'Europa. L'emigrazione verso l'America avveniva dalla Padania, non dalla Sicilia. Dopo l'Unità abbiamo cominciato a scappare noi”.

Insomma, tutta colpa di Garibaldi. “A Marsala si festeggia lo sbarco dei mille perché ci è stato fatto credere che ci fosse qualcosa da festeggiare. I marsalesi, invece, devono vantarsi di non avere accolto Garibaldi. E il fatto che, nelle ricorrenze, i marsalesi si vestano da garibaldini, calandosi cioè nei panni dei loro oppressori, è una contraddizione enorme. È come se gli ebrei si vestissero da nazisti”.

Eppure, a ben guardarlo, Giuseppe Scianò somiglia tanto al nemico giurato Garibaldi. Ma lui smentisce immediatamente: “Non è vero, non gli somiglio per niente. Io lo combatto lealmente”.


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