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iniziativa di Adamo, Caronia e Raia

Le quote rosa all'Ars si fanno sentire:
"Sì a doppia preferenza di genere"


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Doppia preferenza di genere ma solo in via "sperimentale", da applicare nelle prime due consiliature: è la proposta che ha messo d'accordo Giulia Adamo (Udc), Marianna Caronia (Pid) e Concetta Raia (Pd), le parlamentari regionali presenti in questa legislatura a Palazzo dei Normanni. Le tre la formalizzeranno sotto forma di emendamento al ddl di riforma della legge elettorale per gli enti locali che domani tornerà in aula.

Proprio la preferenza di genere è uno dei punti rimasti fuori dall'intesa fra maggioranza e opposizione. Stamane, in sala Rossa a Palazzo dei Normanni, Adamo, Caronia e Raia ne hanno discusso con il 'modo rosa': rappresentanti di associazioni femminili, sindacati, movimenti, imprenditrici, elette e rappresentanti delle istituzioni. L'intesa prende spunto da un emendamento di Caronia che prevede, nei comuni con più di 50 mila abitanti, la possibilità di indicare due preferenze, ma la seconda sarà valida solo se di genere: in pratica o si votano un uomo e una donna, o il secondo voto sarà nullo.

"E' una battaglia che non nasce da qui, nei palazzi della politica, ma nella società - dice Caronia - il parlamento regionale deve capire che su questo tema abbiamo il consenso della gente". Sulla stessa posizione Concetta Raia: "Sarebbe un segnale forte di vero rinnovamento della classe politica. Porto avanti questa battaglia da tempo, spero che l'Ars abbia il coraggio di varare questa riforma che porterebbe un vento nuovo nella politica in Sicilia". Giulia Adamo, inizialmente contraria alla doppia preferenza, si ammorbidisce di fronte all'ipotesi di applicare la norma in via sperimentale: "In questo modo - dice possiamo vedere come va, se funziona".

Ma Adamo non nasconde le sue perplessità: "Le donne in politica devono farsi valere per le loro qualità, non per qualche tipo di riserva. E con la doppia preferenza bisogna stare attenti, si rischia un ritorno alle cordate di partito". Nel corso dell'incontro da alcune rappresentanti della Fondazione Bellisario è stato chiesto alle parlamentari di impegnarsi affinché anche in Sicilia si applichi la previsione di riservare una quota del 30% della rappresentanza femminile dei consigli di amministrazione delle società pubbliche.


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