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il ministro della difesa a 'Mattino cinque'

La Russa: "Non posso dire
se i Tornado hanno bombardato"


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Gli otto italiani dell'Asso 22, sequestrato in Libia, "sono ancora sul rimorchiatore, che non ha toccato terra, non sono sbarcati a Tripoli. Si stanno dirigendo verso ovest, ma non sappiamo dove veramente diretti perché vanno zig zagando e a bordo ci sono militari libici armati". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro, a Mattino Cinque, su Canale 5.

"Tocca al comando militare rilevare se effettivamente" i Tornado italiani "hanno colpito l'obiettivo, non tocca a me e comunque non lo direi" ha continuato La Russa, facendo capire che nel corso della missione potrebbe anche essere stato non necessario utilizzare l'armamento di cui i caccia sono dotati. Il ministro ha spiegato che i Tornado italiani intervenuti ieri sulla Libia "sono di una tipologia che consente di colpire i radar, non hanno bombe dirompenti: hanno operato contro i radar e colpendoli se li avessero trovati accesi o non già distrutti. Tocca al comando militare rilevare se poi hanno colpito o no: non tocca a me e non sono notizie che comunque darei".

Il cessate il fuoco annunciato dal governo libico? "Quello che possiamo verificare è se si alzano in volo aerei e non ci risulta che questa mattina si siano alzati in volo aerei libici" ha proseguito La Russa. Comunque è "il comando alleato - ha aggiunto il ministro - che deve verificare se questa proclamazione di cessate il fuoco fatta da Gheddafi sia vera o se siano vere le affermazioni fatte qualche ora prima in cui si diceva 'combatteremo a lungo, sara' un'offensiva continua da parte di noi libici".

Secondo il ministro, i quattro Tornado italiani in azione ieri sulla Libia avevano il compito di "neutralizzare le fonti radar nemiche", nell'ambito di "una più vasta operazione il cui obiettivo era di mettere a tacere la contraerea libica per consentire di realizzare la no fly zone: questo obiettivo è largamente realizzato, l'opera potrebbe considerarsi addirittura completata". La Russa ha aggiunto che i Tornado sono stati "accompagnati dai nostri caccia che funzionano da scorta".

"L'autorevolezza che deriva all'Italia dalla partecipazione a pieno titolo alla missione voluta dall'Onu sulla Libia vogliamo usarla per chiedere a tutti gli stati di dividere con noi il peso del flusso migratorio, delle migliaia di persone che in teoria potrebbero sbarcare clandestinamente, da profughi, sul nostro territorio". Ha detto ancora il ministro della Difesa. "Il nostro - ha aggiunto La Russa - è un appello autorevole: se non avessimo partecipato sarebbe meno autorevole".

I rischi di possibili ritorsioni per l'Italia non sarebbero stati minori se non ci fosse stata una partecipazione attiva all'operazione, anche perché - comunque - non sarebbe stato possibile non mettere a disposizione della coalizione internazionale le basi. "Certo che il rischio è stato messo in conto - ha detto La Russa - anche se noi abbiamo notizie, che io ritengo esatte, della inadeguatezza delle armi in dotazione all'esercito libico di colpire il territorio italiano. Ma ci possono essere altri modi, il rischio c'é: come c'é in Afghanistan, come c'é per quanto riguarda tutto ciò che si muove intorno all'oltranzismo islamico, così ci può essere anche con la Libia, ma non sarebbe stato minore se non avessimo partecipato all'operazione". "Tranne immaginare - ha proseguito il ministro - che non avessimo messo a disposizione neanche le nostre basi, cioé che ci fossimo schierati nettamente contro la comunita internazionale, contro l'Onu, contro l'America, contro l'Inghilterra, la Francia, la Spagna, la stessa Germania che si é astenuta, contro la Russia e la Cina, che avrebbero potuto bloccare con un voto contrario la risoluzione Onu e non l'hanno fatto".

"Mi sembra - ha continuato La Russa - una visione assolutamente impossibile e quindi, poiché in ogni caso le nostre basi sarebbero state messe a disposizione, avremmo avuto da un lato lo stesso rischio, forse maggiore, e dall'altro non avremmo partecipato, come conviene ad una nazione come l'Italia, ad un'opera umanitaria che è quella di proteggere il popolo libico". Riguardo al missile che venne lanciato contro Lampedusa, La Russa ha ricordato che "non ci arrivò, arrivò a poche centinaia di metri, e comunque non dovrebbe essere più nella disponibilità di Gheddafi".


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