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La famiglia di uno dei siciliani fermati

Paura a casa di Salvatore
Un lavoro duro e sei figli


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, Cronaca
Salvatore Boscarino, uomo di macchina dell'Asso 22, il rimorchiatore fermato in Libia, lo immagini come un impasto di olio, sudore e cuore. Abbigliato quasi come il fuochista della canzone di De Gregori. Forse - è l'auspicio - il ghiaccio del suo iceberg si scioglierà pacifico e docile e la nave nera nera non lo porterà troppo lontano, nel viaggio dell'angoscia.
Salvatore, 51 anni, ha casa a Pozzallo, quando c'è, vicino Ragusa. Ma passa i giorni sulla nave, sul rimorchiatore di cui è intimo, perché ne conosce ogni angolo. I suoi passi da marinaio esperto l'hanno condotto in Libia. A casa rispondono al telefono, sono gentili. E hanno paura. Risponde la fidanzata di uno dei sei figli dell'uomo macchina. La voce trema: "E' un momento molto delicato, lei capisce. La signora ha sentito il marito ieri sera. Lui l'ha rassicurata, stavano tutti bene".

La moglie si chiama Rosaria. Vive ore di comprensibile ansia. "Una bella famiglia unita - spiega la voce al telefono -. Sei figli sono tanti. Lui, Salvatore, è una persona consacrata al lavoro. Lei sa qualcosa? Ha novità per noi?". Cerchiamo di rassicurare, per quanto si può. Il rimorchiatore è in viaggio, forse ancora nelle mani degli armati che l'hanno sequestrato. Un sospiro dall'altro capo della cornetta, prima di riattaccare: "Preghiamo".


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